SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una spiaggia libera che sia davvero per tutti, fruibile e attrezzata in maniera davvero democratica e funzionale.
Marco Mattioli, Dino Polidori, Katyuscia Laudadio, Marco Di Simplicio e Mirko Pignotti: architetti sambenedettesi che si sono aggiudicati in team la sezione speciale “Progettazione per tutti” del Premio IQU (Innovazione e Qualità Urbana), consegnato a Ferrara il 14 dicembre scorso nella sede della Facoltà di Architettura di Palazzo Tassoni. Si tratta di una importante occasione di confronto e di riflessione sulle strategie di innovazione progettuale, tecnologica e gestionale delle città italiane.
Il progetto sambenedettese si chiama “Spiaggia libera attrezzata” ed è una proposta per la riqualificazione della spiaggia antistante l’ex Gil di San Benedetto, fondata sul concetto di “litorale per tutti” e sulla possibilità di costruire un sistema diffuso di spazi attrezzati per la fruibilità della spiaggia da parte di chiunque.
Il progetto, nato dall’incontro tra Federico Palestini – l’ispiratore della proposta – e l’Architetto Marco di Simplicio, ha coinvolto, anche in ragione di comuni esperienze progettuali sul turismo sostenibile, un gruppo di architetti locali con l’obiettivo di connotare il luogo dell’intervento non solo come un’area libera della spiaggia di particolare pregio ambientale ma anche come un’area di forte valenza sociale per la presenza di attrezzature e servizi che ne permettono la piena fruizione anche a persone diversamente abili.
Il progetto-pilota ha concentrato le sue attenzioni sulla sostenibilità sociale ed ambientale.
Localizzato in un ambito dell’arenile già normato allo scopo dal vigente Piano di Spiaggia, l’intervento prevede un sistema di percorsi tattili attrezzati, servizi per la balneazione e, in modo da riqualificare l’accesso al mare, la riconfigurazione degli spazi pavimentati e delle strutture ombreggianti esistenti.
Tutte le strutture di progetto, permanenti e temporanee, compatibilmente con l’ambiente litoraneo, sono realizzate in acciaio, legno e tela. I percorsi, integrati con le parti pavimentate esistenti, sono in legno, le strutture ombreggianti sono in acciaio, legno o tela mentre le box dei servizi sono realizzate con pannelli strutturali prefabbricati, anch’essi in legno. Inoltre, essendo le strutture in massima parte assemblate a secco, sono facilmente removibili ed i materiali riciclabili.
Come afferma l’Arch. Marco Mattioli, il progetto, potenziando i requisiti di fruibilità della spiaggia, punta a valorizzare ciò che resta del paesaggio litoraneo e dell’atmosfera informale della spiaggia libera limitando, allo stretto necessario, “l’uso dei mezzi espressivi”.
“In questo modo, l’organizzazione ed il controllo delle parti più stabili del programma, sono affidati ad un’unica figura continua, leggera ed essenziale, una sorta di esoscheletro che, piegando nello spazio secondo una precisa traiettoria, stabilisce la struttura dei flussi, la gerarchia degli spazi e l’alternanza equilibrata di schermi verticali ed orizzontali sotto cui si collocano nuovi servizi e si prefigurano condizioni e comportamenti diversi. Le strutture temporanee, invece, costituite essenzialmente da semplici piattaforme in legno, si dispongono lungo una pedana parallela al mare, secondo un principio unicamente aggregativo volto a favorire modalità d’associazione e d’interazione più spontanee possibili”.

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