(clicca qui per il video reportage di Rivieraoggi.it di questa estate sul Mercato Ittico all’Ingrosso)

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A norma con le prescrizioni igieniche, sicuro per i lavoratori, confortevole per le aste notturne. Questa la panoramica fatta mercoledì mattina dall’assessore Settimio Capriotti circa il Mercato Ittico all’ingrosso, oggetto di un batti e ribatti con l’assessore provinciale Bruno Gabrielli.
Capriotti, che lanciò una polemica due settimane fa circa il mancato rimborso ministeriale sulle spese per l’illuminazione pubblica del porto, ha riportato dati ed espresso questo concetto: “Il nostro Mercato Ittico è un esempio di gestione pubblica e virtuosa. Parlarne male tanto per fare non è giusto”.
E via con l’elenco delle opere fatte negli ultimi anni. Da notare l’istinto “ecumenico” con il quale Capriotti loda “addirittura” Marco Lorenzetti, il suo precedessore nella giunta di centrodestra sulla poltrona di assessore al Porto. Con il quale non sono mancati accesi scontri dialettici in consiglio comunale.

“Nel 2006, grazie all’impegno di Marco Lorenzètti, arrivò un finanziamento che pose le basi per lavori importanti come il nuovo impianto climatizzato dei locali dove si custodisce il pescato prima dell’asta. Venne acquistata e messa in opera una macchina lavacasse, venne adeguato l’impianto anti incendio, in totale 200 mila euro circa di spesa. Ma non ci fermammo lì, avevamo avuto in eredità un vecchio mercatino al dettaglio, con 104mila euro avuti dalla Regione nel 2008 abbiamo tolto la copertura in eternit. Quel locale era in procinto di essere chiuso dalle autorità sanitarie, l’abbiamo praticamente rifatto tutto all’interno, ogni box con suoi lavelli di acciaio, spogliatoi, bagni, docce”.
Capriotti poi cita una relazione di rendiconto alla Regione fatta dall’ingegnere comunale Nicola Antolini nel 2009, in cui si legge: “Abbiamo realizzato dei box al molo nord per il rimessaggio delle attrezzature da pesca, poi abbiamo operato per il miglioramento della sicurezza all’interno del Mercato all’ingrosso, ristrutturando la pensilina esterna dell’asta, che cadeva a pezzi, sistemando i percorsi di sicurezza in sala d’asta, proteggendo le pareti coibentate della sala d’attesa del pescato, che è climatizzata, evitando che i carrettini possano speronarle”.

Un ulteriore e importante punto concerne la sistemazione igienico sanitaria degli ingressi ovest e la sostituzione delle griglie interne, in base alle prescrizioni dell’Asur sulla sostituzione delle griglie sulle canalette che raccolgono l’acqua di scolo e di lavaggio.
Totale di spesa, 85mila euro. A cui aggiungerne novemila per la pulizia eccezionale delle mattonelle, rese scivolose dal grasso del pesce.

“Nel 2009 – conclude Capriotti – tramite i bandi europei Fep abbiamo richiesto alla Regione altri soldi per interventi tra cui la videosorveglianza. Poco meno di diecimila euro che intanto abbiamo anticipato noi, per evitare che nel bidone di imballaggi si buttassero gli scarti del pesce. Altri interventi molto più cospicui sono in valutazione ad Ancona. Fondamentali saranno il nuovo impianto e il nuovo serbatoio per l’acqua salata, quello che c’è è molto vecchio e si può fermare da un momento all’altro”. Si tratta dell’impianto che raccoglie acqua salata dal mare esterno al molo nord, la filtra chimicamente (cosa ancor più necessaria in quanto a pochi metri c’è la famigerata cassa di colmata, un molo pieno di fanghi portuali dragati e inquinati, ndr) e poi la conduce al Mercato Ittico per il lavaggio del pesce.
Capriotti sa bene che c’è chi si preoccupa di questo aspetto, e dice: “Facciamo dei test mensili sulla qualità di quell’acqua, e non ci sono mai stati problemi”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 526 volte, 1 oggi)