SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di certo non lascia indifferenti, questo Nuovo Polo con Ciccanti “guru politico” e “magnete aggregatore” di personaggi e storie diversissime. Non lascia indifferenti a sinistra, dove Pd e Idv hanno rischiato un serio litigio dopo l’ormai famoso comunicato di due domeniche fa, nel quale dagli ambienti dipietristi, nella fattispecie Dante Merlonghi, paventavano dubbi addirittura sull’opportunità di ricandidare Giovanni Gaspari. Prima ancora avevano messo il fiato sul collo al Pd, invocandolo a definire al più presto chi c’è (con loro) e chi non c’è. Dubbi poi smussati da successivi comunicati e ripensamenti e precisazioni e rettifiche.

Ma il Nuovo Polo pare spaventare anche a destra, guardando a quanto scritto ieri fra il serio e il faceto dal Punto Pdl. Fra il serio, perchè colui che non si teme manco si degna di considerazione. E il faceto, in quanto il comunicato prendeva spunto dalla mancanza attuale del candidato sindaco “ciccantiano” per suggerire la candidatura del divo delle sale cinematografiche e della satira più urticante del momento, cioè Cetto Laqualunque, al secolo Antonio Albanese.
“San Benedetto vive giorni di frenesia politica; incontri che si susseguono con la velocità di un lampo, accordi e sogni che durano lo spazio di una notte e che svaniscono all’alba. La strategia di Ciccanti? Elargire a chiunque incontri una candidatura a sindaco: in questo modo è riuscito a promettere contemporaneamente ad almeno sette persone tale carica. Il gioco non può che naufragare nel momento in cui dovrà nominare un solo candidato sindaco per la coalizione che affannosamente tenta di mettere in piedi”.

Poi il Punto Pdl dispensa analisi politologica: “Il sistema bipolare nelle elezioni amministrative è consolidato e chi propone coalizioni al di fuori di questo non raccoglie che briciole”. Mica sempre vero, e se ci fosse il ballottaggio? Volete che il Nuovo Polo non possa giocare da “ago della bilancia” fra gli schieramenti che il voto dichiarerà maggioritari?

Intanto l’imprenditore Leo Bollettini, additato da alcuna stampa come papabile “mister X” del Nuovo Polo, prende le distanze da Ciccanti e soci e rivendica: “Credendo ad un deciso bipolarismo e non comprendendo l’esigenza di un altro polo, questa mia presa di posizione in ordine ad un mio impegno è da non escludersi, ma eventualmente solo con un forte ed unito Centro Destra. Non comprendo – prosegue Bollettini – le posizioni del neonato raggruppamento Fli/Udc/Api che mi appare senz’altro più ambiguamente laico. Come non condivisi da imprenditore la scelta del passato candidato Sindaco Pdl Edio Costantini e la scissione del centro destra, e vinse Giovanni Gaspari, ora ho garantito l’appoggio al candidato Pdl, Bruno Gabrielli, sebbene con l’attuale Sindaco io sia in buona amicizia. Amicizia che però non mi esenta dall’essere perplesso in merito agli ultimi piani di edificazione di particolari aree e l’indicazione del sito su cui realizzare l’opera architettonica del celebre architetto Bernard Tschumi”.

Insomma, questo Nuovo Polo fa parlare di sè. Chi pensa che sia una bolla di sapone, chi pensa che pur come aggregato eterogeneo potrà alla fine trovare una sintesi su un nome di candidato sindaco, rompendo le uova nel paniere ai due candidati maggiori per poi far sentire il proprio peso in un eventuale ballottaggio. Di certo le mosse di Ciccanti possono essere giudicate in qualunque modo tranne che banali, e men che mai prevedibili. Interpretarle, anzi, forse meglio dire farne “l’esegesi”, sta diventando lo sforzo ermeneutico più trendy del discorso politico sambenedettese.

Già, e i programmi? Fra tre, al massimo quattro mesi si vota.

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