Samb. Ha vinto e meritato in casa del Venafro. Nulla da eccepire. La società ha attrezzato la squadra per tanti risultati simili, come ha ben compreso l’allenatore dei molisani Corrado Urbani “Come è possibile che la Samb è così lontana dalle prime posizioni?“, ha detto a fine gara.

Non sono d’accordo invece su certe dichiarazioni del nostro allenatore. “Dovevamo vincere 5-0 anche con Fossombrone e Cesenatico“, una dichiarazione che nasconde una verità diversa. A Venafro lui stesso ha fatto due cambiamenti (in difesa e a centrocampo) determinanti rispetto alla formazione che non è riuscita a vincere contro la penultima e la terzultima in classifica e in casa. Altro che 5 a 0.

Quindi o il calcio è tutto caso “a volte è il destino che decide più che i valori reali“, come ha detto tecnico il tecnico di Recanati oppure il merito del ritorno alla vittoria è di un paio di cambiamenti che ha fatto lui stesso. Cambiamenti per i quali, stranamente, non se ne è assunto il merito: Boccolini ha infatti continuato a parlare dei tonfi precedenti invece di esaltarsi per un 4-0 fuori casa che non capita raramente. Mi dispiace dirlo ma il suo modo di porsi nei confronti degli sportivi rossoblu a me non convince.

Dico questo perché non vorrei che il riferimento di oggi (secondo me inopportuno) alle mancate vittorie con Fossombrone e Cesenatico e non alle sue “mosse” odierne che hanno portato alla netta vittoria, nascondesse l’intenzione di non voler, per una poco apprezzabile ostinazione, dare ragione alla critica dopo queste sue affermazioni: “Per far giocare Chessari in porta devo indebolire sensibilmente il centrocampo con un under al posto di giocatori esperti e più bravi, non è possibile“, oggi ha messo Chessari in porta e Cuccù in mezzo al campo ma con l’aggravante che Cuccù non era all’esordio ma aveva già giocato molto bene, prima dell’ultima serie negativa che lo ha visto in panchina a favore di un portiere inesperto. Però meglio tardi che mai.

Riconoscere gli errori è un grandissimo pregio per un allenatore. Anche perchè, chi non lo ha, appena può, ripropone le proprie idee anche se sbagliate. Mi preoccupo per questo motivo ma anche perché nelle sue dichiarazioni post Cesenatico ha espresso giudizi negativi nei confronti di Covelli che non meritava assolutamente e guarda caso dopo che, a domanda precisa sugli uomini della difesa, aveva detto che lui delle prove dei singoli non parla. Per fortuna Covelli ha risposto in campo.

Qualcuno potrebbe obiettare che queste mie considerazioni su Boccolini sono inopportune dopo un 4-0 fuori casa. Non sono d’accordo perché gli sportivi sambenedettesi masticano il calcio da tantissimi anni ma credo che il tecnico rossoblu non se ne sia ancora reso conto. Magari, se ci legge, inizia a comportarsi diversamente e ammettere che non si può giocare con il ruolo del portiere, che un under a centrocampo non può essere così deleterio per una squadra di calcio, che Covelli non è così “immobile” come lui pensa. Se poi riesce anche a sistemare i centrali difensivi, la sua grande esperienza inizierebbe a dare quei frutti che tutti ci aspettiamo.

Dulcis in fundo: mi sembra anche che il tecnico non abbia gran rispetto della dirigenza rossoblu, frasi come “ha preso quaranta giocatori, ha cambiato tre allenatori, può prenderne anche un quarto…” denotano una specie di senso di superiorità ma anche di superficialità nei confronti di una società gloriosa come la Samb che non riesco ad accettare. Si dia una regolata.

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