SAN BENEDETTO DEL TRONTO -L’associazione di imprenditori turistici balneari Itb Italia sta preparando l’appuntamento di Balnearia, la fiera del settore che ogni anno si svolge a Marina di Carrara e dove sabato 29 gennaio, alle ore 15, si terrà un convegno organizzato proprio dall’Itb.

L’associazione si sta battendo contro la Direttiva europea Bolkestein, che a partire dal 2015 rischia di mandare all’asta le concessioni demaniali.

“Saremo in tanti – spiega il presidente nazionale Giuseppe Ricci – anche perché molti sono quelli che partiranno dalle Marche e dall’Abruzzo con un pullman da noi organizzato, mentre altri imprenditori turistici balneari ci raggiungeranno dalla Liguria, dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Romagna e ovviamente dalla Toscana. Questa mobilitazione rappresenta la nostra speranza perché se vogliamo vedere rispettati i nostri diritti dobbiamo essere compatti ed uniti, determinati a lottare con le unghie e con i denti, da oggi fino al 2015”.

“Se le cose non cambieranno – continua – se non riusciremo a farci sentire a livello europeo e nazionale uniti sulle nostre proposte, noi perderemo le nostre concessioni, i nostri investimenti, il nostro lavoro: perderemo una intera cultura turistica, un valore assoluto che contribuisce al benessere di interi territori e alla fama del nostro Paese nel mondo. Ma noi non intendiamo fermarci ad una sterile contrapposizione: no, noi abbiamo idee e proposte che porteremo avanti con gli operatori del settore e con coloro che hanno davvero a cuore il futuro del turismo balneare italiano”.

Di seguito elenchiamo alcune delle azioni in discussione all’Itb:

Ø raccogliere e portare ai massimi livelli istituzionali migliaia di firme, di nostri colleghi, di turisti e di tutti gli operatori del turismo, affinché le istituzioni e i politici si rendano conto di come la Bolkestein sia un pericolo per tutto il comparto turistico balneare e per tutto l’indotto collegato ad esso e per lo stesso turista frequentatore delle spiagge italiane

Ø vogliamo sottoporre a tutti le nostre proposte: uscita del turismo balneare dal campo di applicazione della direttiva europea che riguarda sì le società di servizi, ma non può riguardare un’attività come la nostra dove svolgiamo compiti istituzionali e di sostituzione delle autorità pubbliche!

Ø in alternativa proponiamo la possibilità di sdemanializzare le fasce costiere, facendo rimanere pubblici gli arenili, così da limitare l’applicazione della direttiva ai soli ombrelloni: è chiaro che nel caso della sdemanializzazione e quindi di alienazione al privato deve essere considerato il diritto di prelazione, diritto possibile su un bene privato.

Ø Abbiamo poi in mente di organizzare forum e gruppi di studio con esperti del settore sul problema della protezione della costa, attraverso piani di intervento sulle spiagge: tutelare le nostre spiagge significa tutelare il nostro lavoro e tutto il turismo italiano.

“Tutto questo sarà possibile solo se tutti i colleghi imprenditori parteciperanno attivamente alla vita associativa e sindacale – termina Ricci – il nostro destino di imprenditori turistici balneari è a rischio e non è più possibile per nessuno sottrarsi ai propri doveri! Questo vuole essere un richiamo a tutto il comparto turistico balneare, ai comparti del commercio e dei servizi e a tutta la comunità produttiva della nostra riviera, nonché ai politici e agli amministratori: è tempo di essere tutti uniti, a salvaguardia del destino economico di tanti nostri territori, della sicurezza delle nostre spiagge e del futuro lavorativo dei nostri figli e di tanti giovani”

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 322 volte, 1 oggi)