SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come si fa ad erogare energia elettrica ad un’isola? Semplice, prendi un reattore nucleare portatile e lo metti sott’acqua. L’azienda francese Dcns che da oltre quarant’anni produce navi e sottomarini per i militari ha presentato il 20 gennaio una nuova tecnologia dal nome Flexblue.

Si tratta di un cilindro di metallo lungo circa cento metri e con un diametro di quindici del peso di circa dodici mila tonnellate che contiene un piccolo reattore nucleare, turbina e alternatore. Verrebbe posizionato a qualche chilometro dalla costa ad una profondità di cento metri al massimo e sarebbe in grado di erogare dai cinquanta ai 250 megawatt elettrici che verrebbero poi consegnati sull’isola attraverso cavi sottomarini. La potenza di Flexblue è in grado di soddisfare la domanda energetica di un milione di persone.

Il reattore portatile sarà trasportato da apposite navi che potranno anche effettuare lavori di manutenzione presso le installazioni attraverso l’uso di un mini-sommergibile.

Verranno effettuati studi di mercato per reperire clienti e se ne troveranno di certo considerato il fatto che, secondo Iaea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) 68 nazioni stanno considerando la possibilità di adottare l’energia nucleare. Inoltre la Dcns dichiara di aderire a tutti più severi criteri di sicurezza in materia, con il massimo rispetto per l’ambiente.

Il progetto è ancora in fase di sviluppo e vede una collaborazione tra la Dcns, la Areva (costruttrice di reattori nucleari), Edf (colosso francese per l’energia) e Cea (ente francese per l’energia atomica). Si prevede una durata degli studi di circa due anni.

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