SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una nuova linea fognaria per le “acque nere” delle zone di San Savino di Ripatransone e Fonte Martora di Acquaviva Picena, con lo scopo di dismettere i due piccoli e obsoleti depuratori lì presenti e condurre i reflui tramite 5 km di tubi verso il depuratore idrico di San Benedetto, ampiamente sovradimensionato in quanto a potenzialità (si parla di 180mila abitanti equivalenti).

I lavori, attualmente in corso nella zona di contrada Albula Alta, comportano un investimento di 860mila euro. Il presidente della Ciip Spa, Giacinto Alati, ha illustrato il progetto giovedì mattina assieme ai sindaci di San Benedetto e Ripatransone, Giovanni Gaspari e Paolo D’Erasmo.

Il recupero funzionale dei due minidepuratori di San Savino e Fonte Martora non era conveniente economicamente, anche in virtù del carico di reflui industriali che dovevano trattare. Acque che una volta purificate finivano nell’Albula. Ora invece andranno nella conduttura verso il depuratore idrico della Sentina, dove verranno trattate. Con questa scelta, si prevede di avere anche un miglior controllo del territorio riguardo agli sversamenti abusivi nell’Albula, potendo “stringere il cerchio” con migliori probabilità di successo su coloro che dovessero attuarli.

Il progetto prevede la posa di un tratto di collettore per circa 1500 metri fra San Savino e Fonte Martora, fiancheggiando la strada provinciale in gran parte fuori banchina, come da prescrizioni della Provincia. Dopo aver captato i reflui di Fonte Martora, il collettore proseguirà per 4200 metri, sempre fiancheggiando la medesima strada fuori banchina, sino a giungere a Ponterotto, San Benedetto, e da lì verso il depuratore della Sentina. Per evitare la formazione di sedimenti in condotta in conseguenza delle basse velocità di portata minima, si farà un impianto di sollevamento con accumulo.

Il sindaco ripano D’Erasmo e il suo consigliere Graziano Franchi parlano di “progetto importantissimo anche ai fini delle certificazioni come la Bandiera Arancione. Con questa condotta saranno serviti circa 3500 abitanti equivalenti. Per una frazione come San Savino, sempre più ricca di servizi e case, si tratta di un ottimo lavoro. Questi progetti condivisi e intercomunali dimostrano che la collaborazione fra enti locali è possibile”.

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