SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il metano ti dava una mano. Negli anni ’80. Adesso a San Benedetto servirà, forse, per cucinare il Minestrone delle alleanze (o delle lagnanze) elettorali. Domani 19 gennaio, alle 18:30, presso la palestra del Centro Sportivo “Sabatino D’Angelo” in zona Agraria, si svolgerà l’incontro tra l’amministrazione comunale, Gas Plus e il Servizio Ambiente Territorio Energia della Regione Marche in previsione appunto del progetto di stoccaggio di gas nelle viscere del territorio sambenedettese (a circa 3 chilometri di profondità).

A tal proposito si è aperto un duplice fuoco incrociato di oppositori, a vario titolo, del progetto, di cui polemicamente si è già trattato prima di Natale a causa del ritardo (per usare un eufemismo) con cui Regione Marche e Comune di San Benedetto hanno portato a conoscenza l’importante progetto. E quindi il Movimento 5 Stelle, Futuro e Libertà tramite Giuseppe Marucci e il presidente del quartiere Agraria Jonni Perozzi hanno a che ridire.

“Perplessità e rammarico – affermano i ‘grillini’ – per la scarsa comunicazione a proposito di questo incontro. Scarsa informazione ma soprattutto quasi totale assenza di informazioni relative all’intero progetto dallo scorso mese di agosto, mese nel quale fu tentato di ritentare a San Benedetto quanto non riuscito a Porto Recanati, vista anche la presa di posizione della Regione Marche l’8 giugno 2010, dove, a proposito di un rigassificatore marino, si scrisse: ‘… impianti industriali che condizioneranno anche la scelta delle mete turistiche, con danni inestimabili per la zona e per l’intera Regione Marche, che, anche attraverso la Riviera del Conero sta lanciando la propria immagine in ambito internazionale”.

“Anche dal punto di vista tecnico il progetto presenta molti aspetti preoccupanti – continua il Movimento – Dissesti idrogeologici derivanti, svalutazione degli immobili e dei terreni dell’area, aumento del traffico legato allo smaltimento di migliaia di tonnellate di rifiuti. Tutto ciò è fonte di preoccupazione ambientale, perché oltretutto si tratta di area ad alto rischio alluvionale. E come è possibile che privati ed enti non locali abbiano la libertà di disporre nel nostro territorio senza passare attraverso una chiara scelta da parte dei cittadini stessi.

Purtroppo accade troppo di frequente che l’onere della ricerca delle informazioni e della difesa del territorio sia rimesso totalmente nelle mani dei cittadini anziché essere garantito dagli enti preposti ed eletti a tal fine”.
Futuro e Libertà tramite Giuseppe Marucci scrive: “Chiederemo a Gas Plus risposte attente in ambito di ambiente e sicurezza e soprattutto per l’immagine turistica della città. Fare un rigassificatore a terra, in una città come San Benedetto e ai confini di una Riserva Naturale è sicuramente una scelta sbagliata.

La prima area di stoccaggio sotterraneo di 15 kmq può amplificarsi fino a 87 kmq, questo certamente amplifica la discussione perché una tale scelta irreversibile ipotecherebbe il futuro cittadino”.

“I tecnici di Gas Plus daranno le loro assicurazioni sulla trasparente sicurezza dell’opera – continua Marucci – ma io mi chiedo in che modo si può stravolgere l’immagine di una città turistica cittadina, con pericolose ricadute sulla nostra economia territoriale”.

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