SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era il 1993 quando Jurassic Park apparve nelle sale cinematografiche: un film di fantascienza di Steven Spielberg basato su un romanzo di tre anni prima di Michael Crichton.  La trama era incentrata sugli effetti disastrosi di alcuni esperimenti sulla clonazione dei dinosauri. Non i dinosauri, ma i mammut potrebbero presto essere i protagonisti di un documentario: Akira Iritani, professore emerito presso l’Università di Kyōto in Giappone, ritiene di poter far rivivere i giganti del freddo.

I mammut, antenati degli elefanti, comparsi in nord Africa 4,8 milioni di anni fa, si sono estinti circa 1.500 anni prima di Cristo. Niente a che fare con i dinosauri raccontati da Crichton appartenenti al Giurassico. Infatti tra la fine del periodo Giurassico e l’inizio del Pliocene (l’era dei mammut), passano qualcosa come 140 milioni di anni. Ad essere precisi i dinosauri vissero anche molto dopo il Giurassico, fino alla fine del Cretaceo e si estinsero 65 milioni di anni fa. Ciò dunque che si può desumere è che le due famiglie di animali non si conobbero essendo quella dei mammut milioni di anni più giovane. Ma il parallelo con la trama fantascientifica del romanzo rimane valido.

Le difficoltà circa l’utilizzo di preistorici tessuti animali è data dal deterioramento che le cellule subiscono nel corso dei millenni sebbene conservate nel gelo del ghiaccio siberiano. Studi recenti portati a conoscenza della comunità scientifica da Teruhiko Wakayama, ricercatore presso il laboratorio di riprogrammazione genomica dell’Istituto Riken in Giappone, hanno dimostrato come sia stato possibile clonare un topo partendo dalle cellule di un altro esemplare che è stato ibernato per sedici anni.

“Ora che i problemi tecnici possono ritenersi superati, abbiamo solo bisogno di un campione di tessuto appartenente ad un mammut congelato”: lo dichiara Iritani e aggiunge di volersi avvalere delle tecniche messe a punto da Wakayama per selezionare le cellule di mammut adatte ad essere clonate. Le cellule verranno poi impiantate nell’ovulo di una femmina di elefante africano che porterà a termine una gravidanza di seicento giorni.

Potrete visitare i mammut presso un ipotetico Pliocene Park entro il 2015 e… buona fortuna.

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