SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovanni Gaspari si mostra sereno, serenissimo. Le trame di Udc e Idv sembrano non turbarlo affatto, ma non evita ugualmente di lanciare loro un monito: “Venga risparmiato alla città questo processo di balcanizzazione della politica. La gente ha bisogno di progetti, non siamo di fronte a un gioco. Il tutti contro tutti fa solo male alla città”.

Il sindaco invita dunque le forze di coalizione (e non) ad “abbandonare i tatticismi ed i posizionamenti”, a favore di una campagna elettorale che getti lo sguardo esclusivamente sulle idee e sulle proposte concrete, utili per la crescita di San Benedetto.

Lo stupore per gli ultimi avvenimenti tuttavia gli si legge in faccia e alle domande della stampa seguono comunque alcune repliche: “Se io avessi imposto la mia candidatura avrei compreso queste reazioni, ma mi risulta di essere stato il primo ad aver messo in discussione il mio ruolo e a chiedere le primarie”. Una stoccata nemmeno troppo celata ai dipietristi, che a più riprese hanno ribadito l’inutilità di un referendum interno alla coalizione e che per bocca del capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi avevano apertamente promosso i cinque anni d’operato del primo cittadino: “Dubito possano smentirlo – scherza Gaspari – chi glielo andrebbe poi a raccontare?”.

Sulla strategia ciccantiana invece, il numero uno di Viale De Gasperi non muta la propria linea di valutazione: “E’ cambiato il quadro nazionale e lui si è adeguato. Sta cercando di creare il terzo polo pure da noi con persone che non sempre l’hanno pensata come lui. Sta giocando la sua partita, vedremo con quale risultato finirà. Peccato solo che non si riesca a compiere un saltino in avanti e che si voglia restar legati agli schemi di una politica vecchia, del millennio scorso”.

Il rapporto fra il sindaco ed il magnete ascolano in ogni caso non si è interrotto. Dopo i frequenti e cordiali faccia a faccia dei mesi scorsi, pubblici e privati, nei quali il deputato centrista spalmò miele sull’amministrazione rivierasca (che salvò dalla “caduta” nella celebre assise del 23 dicembre 2009) il feeling politico è apparentemente venuto a scemare. Ma non del tutto: “Continuiamo a sentirci al telefono – confessa Gaspari – l’ultima volta è stata stamane”. Presupposti per l’ennesimo colpo di scena?

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