ASCOLI PICENO – Non è andata giù al sindaco Castelli l’ultima esternazione di Roberto Benigni, che ha chiamato in causa il primo cittadino nel corso dell’incontro con gli azionisti svoltosi  giovedì pomeriggio nella sede dell’Ascoli Calcio a Corso Vittorio Emanuele, dove si erano radunati anche una trentina di tifosi preoccupati per il futuro della società

La riunione sarebbe dovuta servire a intraprendere un percorso di  ricapitalizzazione di capitale per affrontare le prossime, imminenti, scadenze di pagamento,  ma si è conclusa con  una fumata nera (“il Presidente ha riferito di diversi contatti con persone apparentemente interessate a partecipare a tale progetto, ma, affinché i contatti acquisiscano maggiore concretezza, è necessario un periodo di tempo maggiore”). Nel frattempo anche Massimo Ubaldi, che nell’ultimo periodo si era accostato alla squadra facendo pensare anche ad suo ingresso in società a capo di una cordata di imprenditori locali, ha fatto retro marcia.

Benigni intanto ha espressamente sottolineato come della situazione attuale abbia responsabilità anche il Comune per i  noti contenziosi sullo stadio.

Immediata la risposta del primo cittadino ascolano che, pur affermando di non voler fare polemica con la famiglia Benigni, ha fatto capire di non aver gradito troppo le esternazioni del patron.   “Da quando sono sindaco – dice Castelli – come amministrazione ci siamo impegnati per risolvere i problemi dell’Ascoli Calcio. Abbiamo incontrato i vari dirigenti ma puntualmente questi, poco tempo dopo, venivano delegittimati o estromessi dalla società. E’ successo con Antonelli, con Cesari, con Cappelli e la scorsa settimana con Massimo Ubaldi”.

Già, Massimo Ubaldi. L’imprenditore edile aveva avanzato la concreta ipotesi di intervenire  installando pannelli  fotovoltaici approfittando dei contributi governativi, e riuscendo così a ristrutturare il vecchio impianto facendolo diventare anche una fonte di guadagno con la vendita a terzi dell’energia prodotta dai pannelli solari.

Ora, però, il problema più importante da affrontare, quello che sta più a cuore ai tifosi, è quello della squadra, che naviga in una situazione  di classifica difficile (e oggi, sabato, la squadra ha subito una cocente sconfitta interna contro una diretta concorrente, il Grosseto) soprattutto a causa delle penalizzazioni inflitte dagli organi federali per i mancati adempimenti economici. E qui la situazione rischia di precipitare visto che entro un mese l’Ascoli dovrà assolvere ai pagamenti delle ultime mensilità se non vorrà incappare in ulteriori penalizzazioni.

Benigni ha fatto capire che lascerà la società a fine anno (“ogni uomo ha il suo tempo, il mio è “scaduto” e al momento siamo “ai tempi supplementari”). Ma chi è disposto a farsi avanti?

Ed  è proprio su questo punto che  il sindaco punzecchia il Patron, chiedendo di fare chiarezza:  “Mi sento di dire, -scrive Castelli  – a nome della città, che tutti gli imprenditori che potrebbero essere interessati ad un coinvolgimento nella società chiedono a Benigni due cose ben precise e nette: 1) E’ disposta la famiglia Benigni – dopo tante retromarce – a mettere per iscritto la propria volontà di cedere l’Ascoli visto che sinora ai proclami non sono mai seguiti fatti concreti ?2) A quanto ammonta con esattezza la massa debitoria della società ?Nel momento in cui Benigni risponderà formalmente ed ufficialmente a questi due elementari interrogativi sono certo che gli imprenditori che vogliono davvero bene alla città si faranno avanti”.

Ieri sera la contro-replica dell’Ascoli Calcio, sempre a mezzo sito web: “Profondamente amareggiati, delusi e sconcertati dalle dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione e dalla posizione assunta dal sindaco Guido Castelli, che ha personalmente coinvolto tutta la famiglia Benigni, desideriamo comunicare che, come richiesto, risponderemo ufficialmente, quanto prima, alle domande posteci. Tuttavia, in questo momento critico, tutta l’attenzione è focalizzata unicamente sulla nostra squadra. Riteniamo pertanto responsabile rimandare la nostra risposta ad un tempo più opportuno, successivo alla gara”.

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