ASCOLI PICENO – N.M.Q., 36 anni, siciliano, già rinchiuso nel carcere di Ancona, P.B., 39, abruzzese residente a San Benedetto del Tronto, D.E.T., 24, di Teramo, R.F., un siciliano di 31 anni residente a San Benedetto, che ha ottenuto gli arresti domiciliari per motivi di salute.

Questi i quattro destinatari di altrettante ordinanze di custodia cautelare notificate dai Carabinieri su disposizione del Gip di Ascoli Piceno Carlo Calvaresi. I quattro si sarebbero resi colpevoli di aver estorto circa 15 mila euro ad un promotore finanziario abruzzese che alla fine, dopo aver pagato tre volte sotto minaccia, non ce l’ha fatta più ed ha trovato il coraggio di denunciare il tutto ad un carabiniere di quartiere di Ascoli, città dove gestisce la propria attività finanziaria.

I fatti risalgono al periodo maggio-dicembre del 2009. D.E.T. , concessionario di auto, era stato arrestato mentre incassava l’ultima mazzetta da 5 mila euro, avrebbe svolto il ruolo di basista. Era venuto a sapere che il promotore finanziario aveva collaborato con un ente locale abruzzese ad un progetto di riqualificazione destinatario di un finanziamento Ue da 300 mila euro.

La parcella del promotore era di circa 60 mila euro, e gli estorsori pretendevano che dividesse il compenso con loro. A incastrare il quartetto, un collaboratore di giustizia già loro complice. Alcuni componenti la banda, i due siciliani, erano molto ben conosciuti dagli agenti dell’Arma in quanto coinvolti in un’altra inchiesta della procura ascolana su minacce, ricatti e un pestaggio ai danni di un testimone del processo all’imprenditore ascolano G. D. A., accusato di abusi sessuali su alcune dipendenti.

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