SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sempre più grandi manovre in vista delle elezioni comunali di primavera, con i due partiti maggiori italiani, il Pd e il Pdl, che devono comunque fare ancora i conti con rebus vecchi e nuovi.

E’ nato infatti nei giorni scorsi  (e parlerà ufficialmente in questo fine settimana) il cosiddetto quarto polo che dovrebbe aggregare il movimento Il Delfino, la lista civica San Benedetto per San Benedetto ed i rutelliani dell’Alleanza per l’Italia. Una rogna per le forze del Buongoverno capitanate dall’Udc, ma pure per Gaspari e Gabrielli, che potrebbero vedersi ulteriormente rosicchiare i consensi del cosiddetto elettorato moderato.

Ad essere preoccupato è soprattutto il candidato del Pdl – a vero rischio isolamento nonostante le secche smentite del coordinatore regionale Remigio Ceroni – che deve convivere anche con le recenti dichiarazioni dell’ex sindaco rivierasco Domenico Martinelli: “Non so ancora cosa farò, sto valutando. E’ mia intenzione vedere quali liste appoggeranno i rispettivi partiti”. Poi, ecco un ulteriore chiarimento, che non lascia spazio a dubbi: “Non voglio fare l’agnello sacrificale, se il Popolo della Libertà verrà isolato non avrò interesse nel fare il consigliere di minoranza”.

Intanto è a serio rischio il Referendum sulla Mega Variante. Qualora il consiglio comunale desse il via libera (atto dato per scontato dai promotori) si faticherebbe a trovare un giorno utile per la consultazione popolare. Un problema che si presenterebbe se si votasse sia a fine marzo che nei primi giorni di maggio. La legge non consente di proporre Referendum in prossimità di comizi elettorali, con le operazioni di voto che non possono accavallarsi a quelle valide per l’incoronazione del primo cittadino.

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