SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il pronunciamento sulla indicazione dei nuovi primari di Chirurgia e Ortopedia slitta in modo incomprensibile tanto da alimentare congetture dannose sia per il professionista che verrà nominato che per l’intero servizio sanitario”.
Stoccata uno: mittente Loredana Emili, assessore alle Politiche Sociali del Comune. Destinatario Antonio Maria Novelli, direttore della zona territoriale 12, l’uomo del sistema sanitario regionale delegato all’ospedale civile e al comprensorio sambenedettese.

“L’attivazione stessa della neuro-chirurgia necessità di un crono-programma, altrimenti rischia di diventare una chimera”. Stoccata due

“L’impegno assunto, alla presenza dell’Assessore regionale della sanità e del Direttore generale dell’Asur, per la realizzazione di una Comunità alloggio per il disagio psichico, non trova ad oggi alcun riscontro”. Stoccata tre.

“Crediamo sia superfluo ricordarLe come il nostro territorio sia particolarmente carente di strutture residenziali in un settore che vede purtroppo tantissime famiglie affrontare una quotidianità sempre in solitudine e sempre più faticosa”. Stoccata quattro.

L’assessore Emili dunque prende carta e penna e scrive al direttore dell’ospedale affinchè Regione intenda. La Emili scrive ancora: “Il futuro del servizio sanitario regionale e quindi anche della nostra zona è legato alla programmazione in area vasta. Questo indirizzo, da anni dichiarato e inutilmente atteso, è diventato con la riforma della Legge 13/2003 un percorso obbligato nella nuova organizzazione dei servizi con un duplice obiettivo da raggiungere: l’integrazione clinica e la semplificazione amministrativa al fine di migliorare l’offerta dei servizi sanitari anche, ma non solo, con l’ottimizzazione delle risorse. Nel frattempo però – continua la Emili – gli operatori del nostro ospedale e dei servizi territoriali socio-sanitari si trovano da un lato ad affrontare bisogni crescenti come la non autosufficienza, le fragilità, le emergenze, sempre con le stesse carenze; dall’altro, in assenza di prospettive chiare, rincorrono voci su presunte chiusure di servizi importanti, come l’oculistica, nella impossibilità di percepire i possibili miglioramenti derivanti da una diversa organizzazione”.

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