dal settimanale Riviera Oggi numero 851 del 13 dicembre 2010

GROTTAMMARE – Fu uno dei primi centri commerciali nati nella Riviera delle Palme. Erano gli anni novanta. Il progresso, le attività ludiche nella cittadina di Grottammare, vetrine, gallerie, shopping: tutto questo ha portato a una maggiore emancipazione investendo il tempo libero in queste gallerie del consumo. Spesso questi grandi spazi anonimi rischiano di diventare zone dove mettere in atto attività commerciali poco lecite (vedi i venditori abusivi), o addirittura viverci tout court, per colpa di disagi economici o scelte di vita personali.
Nel parcheggio dell’ex centro commerciale Orologio, dichiarato suolo pubblico, da anni ormai svolgono le loro attività commerciali degli ambulanti abusivi.
Dalla scorsa estate invece una famiglia composta da tre persone, capo famiglia, moglie e figlia si trova a vivere in condizioni di degrado presso il parcheggio dell’Ipersimply.

L’uomo era un ex dipendente Anas (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade) e per diritto risiedeva nella casa cantoniera (le case cantoniere si suddividono in due tipologie: quelle stradali dell’Anas e quelle ferroviarie dette “caselli ferroviari”. Nascono come alloggi del personale dell’Anas e delle ferrovie, che gestiscono rispettivamente la manutenzione delle strade statali e delle ferrovie) nei pressi della statale Adriatica al chilometro 383.199, dove svolgeva il suo lavoro e conviveva con i suoi familiari. Le case dell’Anas, una volta terminato il mandato del “cantoniere”, sono date in affitto o vendute o destinate ad altri usi da parte dell’azienda, A quanto pare l’impiegato in questione una volta andato in pensione si sarebbe opposto al pagamento del regolare affitto.
I Carabinieri del Comando di Grottammare ci hanno spiegato: “Abbiamo eseguito lo sfratto esecutivo da parte dell’Anas per mancato pagamento dell’affitto, abbiamo dovuto operare e sgombrare l’abitazione”.
Da quel giorno la famiglia vive senza fissa dimora. Da un po’ di mesi a questa parte trascorrono le loro giornate nei pressi del centro commerciale, dormendo in macchina e usando carrelli come contenitori o dispensa.
E il Comune di Grottammare? A quanto pare anche l’amministrazione comunale si è mossa proponendo alla famiglia una dimora, sono già passati molti anni dallo sfratto esecutivo. Queste persone però a quanto pare non avrebbero accettato le proposte che gli sono state offerte. Anche la Caritas e i servizi sociali hanno provato a sensibilizzare la famiglia, ma senza alcun riscontro.
I frequentatori della struttura commerciale non possono non far caso a questa situazione.
Si può far finta di nulla? Forse nessuno ha voluto ascoltare le loro ragioni? Forse hanno bisogno di un aiuto diverso?
“Non hanno luce, non hanno acqua e si riscaldano accendendo il motore della macchina nelle ore notturne, visto il calo delle temperature”, afferma un cittadino grottammarese che è voluto rimanere nell’anonimato.
E’ una loro libera scelta, forse. Forse patiscono un disagio che noi non ci sappiamo spiegare.
Forse parlare di questa storia può sollecitare nuove e diverse forme di aiuto. Perché sicuramente una delle poche certezze che abbiamo è che questa gente ha bisogno di aiuto.

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