ASCOLI PICENO – La Sezione Filcams della Cgil denuncia una situazione molto difficile per tutti i dipendenti della Vigile Picena, la società privata che riceve da anni appalti dagli enti pubblici per gestire il servizio di sicurezza notturna degli  esercizi commerciali, operante su tutto il territorio provinciale.

Durante un assemblea insieme ai lavoratori è stato sollevato in particolar modo il problema del mancato rispetto degli accordi presi tramite il contratto di lavoro nazionale, e il mancato pagamento di alcune somme dovute relative ai rimborsi, ai buoni pasto e allo  stipendio del mese di novembre.

“L’Azienda, -scrivono in un comunicato – pur avendo sottoscritto presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Ascoli Piceno il Contratto Integrativo Provinciale in data 14 maggio 2010 risulta ad oggi inadempiente su diverse parti dell’articolato, ed, in particolare, relativamente alla corresponsione del buono pasto e del premio di risultato. Ulteriori irregolarità sussistono inoltre nell’applicazione del Contratto Collettivo nazionale (orari di lavoro) e del Regolamento della Questura di Ascoli Piceno sugli Istituti di Vigilanza e sulle Guardie Particolari Giurate (utilizzo auto propria per il servizio). Alla già grave situazione si è aggiunta la mancata corresponsione di parte della mensilità di novembre 2010. L’Azienda si era impegnata a corrispondere il restante entro il 10 gennaio 2011, ma a tutt’oggi abbiamo costatato la mancata corresponsione dello stipendio”.

“La Filcams Cgil di Ascoli Piceno e la Filcams Cgil di Fermo – si legge ancora – hanno già promosso presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Ascoli Piceno un tentativo di conciliazione e intendono proseguire con tutti i mezzi legali al fine di tutelare quanto dovuto ai dipendenti, non per ultimo la chiamata a corresponsione in solido alle Aziende che appaltano i servizi alla Vigile Picena srl”.

Le organizzazioni sindacali fanno sapere di essersi attivate per chiedere un incontro col Prefetto Minunni, al quale nei giorni scorsi è stata recapitata una lettera nella quale si chiede di “intervenire al fine di favorire una positiva risoluzione della vertenza in atto che vede molti lavoratori in arretrato sulla corresponsione, da parte dell’Azienda, degli istituti contrattuali di secondo livello ed in seria difficoltà personale con i pagamenti; favorire la mediazione in un confronto con l’Azienda al fine di veder garantiti gli attuali livelli occupazionali”.

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