SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un bel salametto di cavalletta o di coleottero, se preferite. Non è una provocazione ma il risultato di uno studio condotto nel Regno dei Paesi Bassi presso il laboratorio di entomologia dell’Università di Wageningen e pubblicato nel sito della rivista scientifica Plos One lo scorso 29 dicembre 2010.

La ricerca parte dall’osservazione dei dati sugli inquinanti prodotti dagli allevamenti di bestiame, cioè emissioni di gas serra come metano e protossido di azoto (il 18% del totale) e immissione di ammoniaca nel terreno che provoca la nitrificazione e acidificazione del suolo. D’altronde si stima che il consumo di carne a livello mondiale possa raddoppiare attorno al 2020 ponendo la questione degli allevamenti in posizione centrale e prioritaria per la salvaguardia dell’ambiente e per l’attenuazione del surriscaldamento climatico.

L’alternativa attualmente possibile è la carne fatta in laboratorio partendo da un tessuto animale come tacchino, maiale o pesce. Caldeggiata inizialmente dalla Nasa per sfamare gli astronauti durante le missioni è poi stata nel 2001 accantonata in favore di una alimentazione spaziale a base di ortaggi.

I ricercatori olandesi hanno studiato una ulteriore possibilità, cioè sostituire gli allevamenti intensivi di bestiame con allevamenti sì, intensivi pure ma di insetti ricchi di proteine animali. Gli esemplari selezionati sono larve della farina, grilli del focolare, cavallette, coleotteri e scarafaggi che si sono fatti notare per le basse emissioni di anidride carbonica, protossido di azoto, metano e ammoniaca. In più hanno una eccellente e rapida capacità riproduttiva, qualità ottima per riuscire a sfamare con “carne” una sempre crescente popolazione mondiale.

Gli insetti costituiscono già per alcune civiltà un alimento che è parte integrante della dieta giornaliera e dunque un’eventuale e auspicata riduzione o eliminazione addirittura degli allevamenti di bovini, ovini o suini potrebbe non essere un grosso cambiamento. Sarà più dura per chi è abituato, come in Italia, a bistecca fiorentina, prosciutti e insaccati. Lo scarafaggio conterrà pure le stesse proteine del maiale, ma vuoi mettere?

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