SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Richieste di assunzione di extracomunitari a carico di ignari imprenditori. Sono al momento una trentina i titolari di impresa che hanno scoperto di aver avviato richieste di assunzione (e la conseguente regolarizzazione) di cittadini stranieri da impiegare nelle proprie ditte. All’origine un proficuo sistema messo in piedi da due ragionieri commercialisti con studio a Sant’Egidio alla Vibrata e a Teramo, con la complicità di un cittadino del Bangladesh.

I tre, Francesco Aquilano, 61 anni,  Roberto Di Francesco 62, entrambi di Civitella del Tronto, e Mohammad Kabil, 32, residente ad Alba Adriatica ma domiciliato a Terni, sono stati arrestati all’alba di stamattina in un’operazione congiunta dei Carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata (guidati dal maresciallo Mario De Nicola) i Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro di Teramo (guidati dal maresciallo Vincenzo Maselli) coordinati dal Capitano Pompeo Quagliozzi, della Compagnia di Alba Adriatica. L’accusa è di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina finalizzata all’ingiusto profitto e falso ideologico.

L’inchiesta è partita quasi per caso una decina di mesi fa, quando ad un imprenditore recatosi allo Sportello Unico Immigrazione di Teramo per sbrigare alcune pratiche è stato riferito che a suo carico aveva 17 richieste di assunzione di extracomunitari da impiegare nella propria azienda. L’uomo ha denunciato il fatto ai Carabinieri, dando così avvio alle indagini. I militari dell’Arma hanno così scoperto che tra le persone coinvolte c’era anche Aquilani, già indagato nell’ambito di un’altra operazione sulla regolarizzazione di badanti effettuata lo scorso anno, e per la quale al commercialista fu sequestrato un pc. E proprio dal’analisi dei dati contenuti nel computer si è scoperto che il professionista stava portando avanti 250 pratiche per la regolarizzazione di circa 300 extracomunitari. Ogni immigrato per avere la documentazione in regola pagava da 7mila a 10mila euro. Il cingalese invece faceva da intermediario tra lo studio commercialista e gli immigrati irregolari. L’uomo era stato coinvolto anche nell’inchiesta sulle badanti, in quanto aveva pagato per ottenere la regolarizzazione dei documenti.

Determinante nell’inchiesta è stata la deposizione di una collaboratrice dello studio, P.A., 30 anni, denunciata, che ha raccontato degli stratagemmi e dei sotterfugi utilizzati per far firmare agli ignari imprenditori le carte  per la regolarizzazione degli extracomunitari.

Dalle perquisizioni effettuate nei due studi a Sant’Egidio alla Vibrata e Teramo è stata sequestrata una cospicua documentazione. Ora le indagini proseguono per accertare il coinvolgimento di altre persone e per verificare se ci siano stati imprenditori consapevoli delle operazioni di regolarizzazione che venivano effettuate a loro nome.

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