SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Immagini e memoria di una catastrofe: tutto questo è stato raccontato nel corso della presentazione del calendario Martintype 2011, sabato 8 gennaio all’hotel Calabresi di San Benedetto.

L’opera, composta dalle tavole disegnate da dodici bravissimi giovani artisti dell’Accademia delle Belle Arti de L’Aquila spiegate dal professor Walter Battiloro, docente della scuola, raffigura l’immane dolore che ha travolto questa comunità e come il tempo abbia improvvisamente iniziato a scorrere in una dimensione parallela, lenta, irreale rispetto a quella in cui viviamo noi. E’ come se il sisma avesse tolto tutto a questi giovani ma gli avesse donato una sorta di “sesto senso” con cui essi riescono a farci vedere, attraverso le loro opere, quello che noi nella nostra frenesia non cogliamo.

Il 6 aprile 2009, ore 3:32, un boato tremendo e la terra che trema, frantumata, violata, spaccata. Dopo quella notte niente è più lo stesso. Quante parole, quante promesse, quanto dolore che non finisce mai, che rimane attaccato all’anima ferita degli aquilani. Gente forte, abituata a un clima aspro e a una terra dura, ma impotente di fronte a questa “cosa” incontrollabile e così terribile da far vacillare in pochi secondi tutta una vita di sacrifici e di speranze.

Sono toccanti le parole di Lucia Masina, storica dell’arte e docente dell’Accademia che apre il suo intervento alla presentazione con un “vi voglio bene ragazzi!”, quasi a voler proteggere questi giovani da altre sofferenze, a volerli incoraggiare ad andare avanti e a volerli spronare ad aprirsi al mondo anche chiedendo aiuto perché quello che hanno vissuto e che stanno, purtroppo ancora vivendo, è un “mostro” troppo grande da combattere da soli. L’Aquila ha bisogno di non essere dimenticata. Dopo che il circo mediatico allestito a ridosso della tragedia ha levato le tende ora c’è il rischio dell’oblio, e questa sarebbe realmente la morte di questa città.

Le conclusioni della serata sono state affidate alla Martintype nella persona di Giovanni Damiani; non è un oratore Damiani ma uno di quegli uomini che con il loro lavoro e la loro capacità di vedere lontano sanno trasmetterti e farti partecipe del loro sogno, per questo il suo discorso è stato tanto applaudito dal folto pubblico che ha affollato la sala del Calabresi. L’imprenditore ha illustrato il progetto artistico, “SISMO\GRAFIE – Arte in movimento per L’Aquila”, che ha portato alla realizzazione del calendario e  della mostra. Ha anche raccontato quanto l’azienda sta investendo nell’arte e nella cultura; da sette anni le Grafiche Martintype e la Casa Editrice Marte manifestano la loro creatività e la loro sensibilità con il sostegno a un progetto di comunicazione, ricerca e valorizzazione di nuovi talenti.

Ogni anno è stata coinvolta un’Accademia d’arte di livello nazionale e, attraverso le opere di suoi rappresentanti, è nato un progetto di alta qualità, impegnativo e coinvolgente. Fare impresa etica, promuovere la cultura e l’arte è dunque possibile anche in Italia: crederci non è facile ma grazie ad esempi come questi è ancora possibile.

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