SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Le primarie di coalizione? Che si facciano prima delle elezioni”. Gaspari ci scherza su, ma al contempo continua a mandare chiari segnali al proprio partito e agli alleati, chiamati a stringere i tempi della marcia d’avvicinamento alle prossime elezioni comunali.

“Si cominci a parlare di programmi”, dichiara ancora il sindaco. “Come si può sposare un progetto senza conoscere e discutere delle basi su cui dovrebbe poggiarsi?”.

La fretta deriverebbe da alcuni rumors provenienti da Roma e più precisamente dal Ministero dell’Interno, che vedrebbero le date del voto oscillare addirittura tra il 26-27 marzo e il 2-3 aprile: “Qualora fossero attendibili, l’operato dell’amministrazione si concluderebbe ufficialmente a breve”. Esattamente quarantacinque giorni prima della chiamata alle urne, con i consigli comunali disponibili che andrebbero a contarsi sulle dita di nemmeno una mano.

Va comunque precisato che molto (se non tutto) dipenderà dalle sorti del governo centrale. Una crisi dell’esecutivo guidato da Berlusconi e le conseguenti elezioni anticipate potrebbero stravolgere pure i piani dei singoli Comuni. Variante a detta di Gaspari valevole anche per gli accordi tra le liste: “Ciccanti non troppo tempo fa affermò che avevamo guidato bene la città, ma nel frattempo in Italia si sono susseguiti nuovi avvenimenti che hanno stravolto tutto. Gli esiti del 14 dicembre scorso alla Camera hanno spinto alla nascita del cosiddetto terzo polo. Vediamo cosa accadrà da qui alla primavera e se si realizzerà davvero. Per adesso a temerli deve essere più la destra, toglierebbe maggiori consensi a loro”.

A questo punto, il Pd cercherà comunque di riavviare i contatti con Sel, movimento al quale il primo cittadino strizza puntualmente l’occhio: “Secondo me siamo in una fase di posizionamento, tutto in realtà è possibile. Sono per natura ottimista e metto al centro di tutto le idee e i propositi. Certo è che se i vendoliani hanno delle contestazioni da fare, è giunta l’ora di esternarle”.

Immediata la replica di Luca Spadoni e del circolo rivierasco di Sinistra Ecologia e Libertà: “Nei pochi incontri ufficiali ed ufficiosi avuti con rappresentanti dei partiti di maggioranza, Sel ha legato la possibilità di iniziare un cammino comune con le altre forze del centrosinistra cittadino al verificarsi di  due condizioni. La prima è che vi sia un atto formale di ritiro o di rinuncia alla Megavariante da parte dell’amministrazione comunale; la seconda è che venga ripristinato il perimetro delle alleanze che ha portato alla vittoria nelle elezioni comunali del 2006, coinvolgendo  quindi, nel percorso da intraprendere, anche Rifondazione Comunista e movimenti civici  che si riconoscono nel centrosinistra”.

Condizioni ad oggi difficilmente accontentabili, considerati i burrascosi rapporti in atto tra il sindaco e il consigliere comunale rifondarolo Daniele Primavera, constatabili nei recenti consigli comunali. Senza dimenticare inoltre che la Megavariante risulta essere un cavallo di battaglia di questa amministrazione, a stento rinnegabile.

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