FORLI’ – “Nell’intervallo ho detto ai giocatori che mi vergognavo e che mi auguravo che si vergognassero di loro stessi”.

Sergio Spina chiarisce così la sua discesa negli spogliatoi dopo il tre a zero dei primi 45 minuti. E, sarà un caso, ma l’inizio di ripresa ha visto una Samb splendida, un Di Vicino formidabile, e anche un Di Rito spento che poteva fare tre a tre. Già, una Samb splendida. Ma è inutile essere splendidi se si sono appena presi tre siluri da una corazzata non certo irresistibile.

Ma questa Samb, la Samb di quest’anno, da Palladini a Giudici, e ora anche al buon Boccolini, ha una dote: rendere gli avversari migliori di loro stessi.

“Da mercoledì tutti in ritiro, bisogna riflettere, bisogna tirare fuori gli attributi e la voglia – dice Spina alla stampa nel post partita – questo atteggiamento visto oggi non va proprio. Mettere in archivio la stagione? Lo farò quando me lo dirà la matematica, non prima”.

Mister Boccolini è il volto della delusione, si vede che è lui stesso il primo a non voler accettare una Samb così brutta. Proprio quando sembrava che, almeno dopo la vittoria con il Rimini, i problemacci vissuti da settembre in poi fossero lasciati alle spalle.

“Bisognerebbe essere più cattivi, più determinati nelle chiusure, il Forlì nel primo tempo ha fatto una azione e segnato tre gol, il nostro portiere non è stato mai impegnato su tiri o cross. Le responsabilità? Me le addebito io, non uso crocifiggere i giocatori. Certo che ci vogliono più determinazione, siamo mancati nelle chiusure difensive, sulle palle filtranti, abbiamo mostrato ingenuità tattiche e tecniche che poi inevitabilmente ti puniscono. Io dico una cosa. La gara l’abbiamo fatta noi, persino nel primo tempo”.

Una critica non è eludibile, mister. Ma Caligiuri non si poteva mettere prima, invece che all’85’? Questa la risposta dell’allenatore: “Di Vicino ti può risolvere la partita in qualsiasi momento, su una punizione, su una invenzione. L’ho tolto quando proprio non ce la faceva più”.

Già, epperò potevano giocare anche insieme, Di Vicino e Caligiuri. Perso per perso…

Parla anche Massimiliano Zazzetta, e non si nasconde dietro a un dito: “Siamo venuti a darle e le abbiamo prese.  Tre gol praticamente in contropiede. Siamo amareggiati, tantissimo, disposti ad accettare tutte le critiche. Ma in campo ci accadono cose incredibili. Partiamo sempre a spron battuto, poi ci creiamo confusione da soli, poi si prende un primo gol, e poi come non bastasse si prende subito un altro gol”.

Già, diagnosi perfetta. Ma la prognosi? Quella adesso è perlomeno “riservata”. Anche se in molti ormai, da tifosi o da “analisti”, non si riservano certo di dire che la stagione si può dire rovinata. Se non irrimediabilmente, quasi. Ci vogliono miracoli? Ci vuole fortuna e solidità.

Ci vuole che non si prendano gol a grappoli. Ci vuole che non si rendano campioni gli onesti mestieranti avversari.

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