SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “A un Pd intraprendente per creare una coalizione elettorale si dice che vuole fare il padrone, a un Pd che invece attende gli sviluppi della politica nazionale si dice invece che è immobile”. E ancora: “Vogliamo replicare anche a San Benedetto il Laboratorio Marche, cioè l’alleanza di centrosinistra e Udc, allargandola a Sinistra Ecologia e Libertà”.
E’ l’unico “deputato a parlare”, Felice Gregori, all’indomani della riunione interpartitica fra Pd, Idv, Socialisti e Verdi di venerdì sera.
Il coordinatore politico sambenedettese dei democrat ribadisce quanto noto da tempo. Il partito del sindaco vuole una coalizione allargata dall’Udc ai vendoliani.

Il partito del sindaco è freddo rispetto alle primarie di coalizione invocate da Gaspari come condizione inaggirabile per la sua ricandidatura. Lo disse chiaro e tondo il segretario provinciale Antimo Di Francesco un mese fa (clicca qui).

Il partito del sindaco mostra (oppure ostenta?) ottimismo pur se in questo inizio di 2011 è stato sottoposto a mille fuochi, più “fuochi amici” che “fuochi nemici” per la verità.

E dunque si riparla del Laboratorio Marche, cioè l’apertura ai centristi che ha portato al plebiscito per il Governatore Gian Mario Spacca la scorsa primavera. Eppure l’Udc con il “magnete” Amedeo Ciccanti sta creando il terzo polo per le elezioni comunali, aggregando anche “nemici politici giurati” di Gaspari come i finiani (uno su tutti quel Giorgio De Vecchis che al sindaco non gliene lascia passare una, ma che su queste dinamiche di aggregazioni e coalizioni ancora tace) e soprattutto il socialista dissidente Mario Narcisi.
Lo stesso Gaspari, del resto, a una precisa domanda di Rivieraoggi.it mercoledì scorso ha ostentato tranquillità rispetto alle “mosse di scacchi” di Ciccanti, spiegando in definitiva che solo a giochi fatti si sapranno quali saranno i giochi. Tautologia tutta nostra per dire, più in maniera ortodossa, che è ancora tutto in ebollizione e nulla è ancora definito.

Il centrosinistra gaspariano tornerà ad incontrarsi mercoledì prossimo. Incontro propedeutico al consiglio comunale di venerdì sulla megavariante, argomento sul quale anche l’Idv (così è parso di capire in mancanza di indicazioni più esplicite) comincia a storcere la bocca. La bocca, ed è noto, la storcono non poco e da tempo proprio quei vendoliani che continuano ad essere “l’oggetto del desiderio” di Gaspari e Pd.
La megavariante, ed è noto anche questo, può essere una discriminante.

Difficile pensare che il Pd e Gaspari rinuncino ad una scelta amministrativa che, qualsiasi cosa se ne pensi, connoterebbe il mandato del sindaco con la barba.

Più plausibile che la Megavariante non vada in porto per cause “congenite”, “endogene”, e cioè perchè magari il Comune non reputerà idonea e conveniente la proposta pervenuta dal gruppo di imprese Sps-Pennile-Area Mare.
Se ne saprà di più nei prossimi giorni.
Gregori, da parte sua, si dice convinto che entro un mese l’identità esatta della coalizione pro Gaspari sarà definita. Primarie o non primarie? Su questo rimane pendente il monito di Gaspari lanciato per la prima volta a Riviera Oggi tanti mesi fa. “Senza primarie di coalizione non mi ricandido, altrimenti sarei un ipocrita visto che nel 2009 per le provinciali richiedemmo proprio questo strumento come precondizione all’appoggio a Massimo Rossi”.
Ma, e questa è l’ultima sfumatura del discorso complesso e più o meno affascinante, va anche ricordata una frase del Gaspari di mercoledì scorso che non abbiamo tralasciato di evidenziare. “Le primarie di coalizione non le potrei mica fare da solo”.

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