«Viva la libertà di stampa (direttore gonfi il petto) ma in alcune occasioni il suo è l’unico spiraglio di sole che squarcia la tenebra che avvolge la libertà…», è il complimento grandissimo che ci ha fatto il lettore Emidio Girolami, in linea con tanti altri che riceviamo giornalmente. Ho voluto citarlo perché abbastanza originale. Gonfi il petto, mi dice ed io senza false ipocrisie lo gonfio e come. Sono arci felice e fiero di aver portato nella comunicazione della nostra riviera (insieme ai miei validissimi collaboratori) quella ventata di stampa libera della quale il territorio ha bisogno come il pane.

La democrazia inquinata che viviamo in questi tempi ha, infatti, come grande complice proprio la stampa. Per chiarire il concetto prendo in prestito una considerazione ad hoc dello stesso lettore-commentatore: “La carta stampata riporta le gesta dei politici senza una minima opera di controllo, di tutto e di più, nessun dubbio, pubblicare e fotografare in bellaposa il politico di turno, paginoni e paginoni e due colonnini affianco…“.

Ringrazio Girolami e tutti i diecimila “computer” che ci seguono giornalmente. La nostra promessa e speranza è quella di continuare la strada intrapresa e di diventare sempre più incisivi affinché prevalga sempre di più il concetto che il bene comunitario è sempre  preferibile a quello personale che spesso si rivela solo una pura illusione. E’ stato il mio augurio di Natale che mi piace ricordare perché lo ritengo fondamentale e quindi alla base di un vero rinascimento del quale il mondo attuale ha bisogno più del pane.

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