ASCOLI PICENO –  Non cambia la posizione, secondo il legale Nazario Agostini,  di Alvaro Binni dopo il ritrovamento del corpo di Rossella Goffo a  San Marco mercoledì sera. Per la verità mancano ancora gli esami del Dna a dare conferma che i resti appartengano proprio alla funzionaria della Prefettura  di Ancona scomparsa dallo scorso maggio, ma il braccialetto rinvenuto sul cadavere, assieme al giubbetto e un paio di jeans, sono stati riconosciuti  dal marito di lei Roberto Girardi, un pediatra di Rovigo raggiunto telefonicamente dagli inquirenti di Ascoli appena dopo il ritrovamento. Il braccialetto aveva incisa la data di un loro anniversario mentre gli indumenti erano di una marca particolarmente usata dalla donna, avrebbe confermato lo stesso Girardi, che già oggi o domani potrebbe essere ad Ascoli.

Quindi la posizione del tecnico della Questura ascolano, unico indagato con l’accusa di omicidio premeditato e al quale nel frattempo è stata tolta la pistola, secondo il suo legale difensore Nazario Agostini rimane invariata. “Ammesso che gli esami accertino che il cadavere ritrovato sia della Goffo – spiega Agostini – questo non cambierebbe nulla rispetto a quanto già spiegato nelle memorie difensive presentate finora: il mio assistito è innocente perché non avrebbe avuto alcun motivo per assassinare la donna Non poteva subire ricatti perché la famiglia di lui era al corrente di tutto da diverso tempo. Sapevano tutto anche della figlia che la donna aveva falsamente detto di aver avuto. E poi: quale ascolano occulterebbe un cadavere in una zona come quella in cui è stato ritrovato, sapendo che è un posto frequentato da molti amanti della montagna? E per di più a pochi centimetri di profondità lasciando addosso alla donna gli effetti personali?”.

A non convincere gli inquirenti e di fatto a rendere Binni l’unico indagato, però, furono fin dal primo momento alcune  deposizioni dell’uomo, apparse molto contraddittorie.

Ma diverse incognite ruotavano anche intorno alla vita privata di Rossella Goffo. Una donna dalla doppia identità: da un lato c’erano infatti la famiglia, che viveva in Veneto, e il lavoro; dall’altro l’amore nascosto e “folle” per il tecnico della Questura di Ascoli, forse motivo del suo trasferimento nelle Marche. La donna viveva con altre ragazze, che però affermano di non aver mai visto Alvaro Binni.

Tornando al tecnico della Questura di Ascoli, sposato e padre di quattro figli, l’avvocato Nazario Agostini ha depositato nella mattina di oggi presso la cancelleria del Gip di Ancona una integrazione della memoria difensiva in opposizione alla proroga delle indagini che il Pm dorico Irene Bilotta aveva decretato al termine dei primi sei mesi di indagini.

“Il mio assistito ha praticamente, fin da subito, deciso di rinunciare all’opposizione e si è mostrato sempre collaborativo con la giustizia. –aggiunge Agostini –Ora chiediamo l’archiviazione del caso o in subordine una accelerazione del processo affinchè venga messa fine a questa situazione diventata insostenibile. Ribadisco l’innocenza del mio assistito per mancanza di movente”.

Intanto domani mattina, sabato 9 gennaio, ad Ancona ci sarà un vertice per decretare la competenza territoriale delle indagini, dato che il fascicolo sulla scomparsa della donna è stato aperto ad Ancona, mentre il ritrovamento del cadavere è avvenuto ad Ascoli.

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