Da Espresso Rossoblu N. 1089

SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  Si dice comunemente, quando c’è da scoprire un colpevole, che tre indizi fanno una prova. La terna arbitrale oggi ha annullato tre gol per fuorigioco, non ha concesso un rigore per un evidente mani in area ospite.

Quattro indizi dunque, perché nessuna delle quattro decisioni è sembrata limpida. Le vittime Pulcini, De Nigris (due volte) e Caligiuri. Pare che le riprese Tv abbiano indicato che il gol allo scadere era in fuorigioco ma l’annullamento contrasta con la decisione dell’arbitro di dare il gol per poi ripensarci su segnalazione del guardalinee: in  azioni così concitate e non in grandi spazi (la palla ha circolato per qualche secondo in area) solitamente l’arbitro decide per il gol perché, essendo vicino, un presunto off side avrebbe dovuto vederlo anche lui.

Non so cosa si sia visto in Tv ma negli altri tre indizi ho visto poco di irregolare se non la grave svista arbitrale sul netto mani in area di rigore. Il gol di Pulcini non mi è sembrato in fuorigioco. Quattro dubbi che sono stati risolti sempre a sfavore della stessa squadra come spesso non accade nel gioco del calcio.

La chiamerei più sfortuna che complotto pro-Teramo ma, visti i tanti precedenti del calcio italiano (scommesse, due calciopoli ecc.), non mi sento di scartare a priori l’ipotesi che qualcuno non abbia agito in buona fede. Se così fosse, significherebbe che il calcio prima o poi sparisce.

Azzardo a dire che oggi, senza l’aria di festa per il gemellaggio con i civitanovesi, il tumulto popolare sarebbe stato maggiore. L’arbitraggio che meritava una protesta verbale tipo quelle che negli anni passati molti ricorderanno, un Samb-Palermo e un Samb-Sampdoria in particolare. Meglio così.

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