PORTO SAN GIORGIO – Ci voleva anche la vittoria contro Teramo per dare nuovo slancio alla Fabi Shoes Montegranaro, che recupera così anche la fiducia nei propri mezzi. I ragazzi di coach Pillastrini, tra i quali alcuni indeboliti dall’influenza, hanno combattuto tanto e tanto hanno meritato: una curva in festa e gli elogi dell’allenatore della Banca Tercas Teramo, Alessandro Ramagli: “Sono soddisfatto del nostro approccio da derby alla gara: abbiamo dimostrato spirito e voglia di rientrare in partita, ma stasera è giusto che il vincitore sia Montegranaro”.

Anche coach Stefano Pillastrini si dice soddisfatto della prova dei suoi ma, nell’analizzare il match, non dimentica di evidenziare le problematicità incontrate: “E’ stata una partita difficilissima come ci aspettavamo, perché Teramo ha giocato bene. Ma in più abbiamo dovuto gestire rotazioni complicate per via dei falli fatti (con conseguente minor controllo dell’area) e giocatori non al cento per cento di forma fisica. Cavaliero, Antonutti e Canavesi hanno la febbre, mentre Ongenaet è addirittura a casa. Per non parlare del fattore sconfitta: il fatto di aver perso le ultime gare in casa forse ci ha segnati psicologicamente. Per questo credo che questa vittoria sia un bel passo in avanti pensando a fine campionato”.

Per quel che riguarda il minutaggio dei singoli giocatori, in generale, e i 20 minuti sul parquet di Cinciarini, in particolare, Pillastrini spiega: “Sui minuti in campo posso dire che, se prendiamo ad esempio Cinciarini, lui ha fatto bene nel primo tempo, ma peggio nel secondo. La gestione del minutaggio dei giocatori, però, non è in funzione di quello che hanno fatto, ma di quello che secondo me faranno. Se indovinassi sempre la soluzione giusta, sarei un mago. Invece ogni tanto mi capita di sbagliare. Stavolta, credevo che un quintetto con 3 piccoli nell’ultimo quarto avrebbe potuto far bene, al contrario sono stati i lunghi alla fine a decidere la partita. I miei piccoli, però, possono dare molto di più, da Cavaliero a Cinciarini a Ray. Oggi è bastato questo a vincere: è una situazione migliorabile, ma comunque buona. Anche Jones ha dato il suo contributo, più in attacco che in difesa con giocate di energia e canestri che ci hanno aiutato. Ha fatto notevoli passi avanti rispetto alle ultime gare”.

Nelle vittorie casalinghe, la circostanza ricorrente è quella di ritrovarsi puntualmente a giocare gli ultimi minuti della gara punto a punto e di conoscere l’esito finale solo allo scadere dei 40 minuti. L’allenatore della Fabi ammette: “Il problema è che a noi manca l’istinto del killer! Potevamo chiudere, ma non l’abbiamo fatto e abbiamo avuto Teramo sempre attaccata. Quando si fa così è chiaro che si può anche perdere. Dobbiamo imparare a chiudere le partite quando possiamo. Non è facile prendere il passo di chi inizia a vincere e si stacca dal mucchio, perché gli avversari sono tutti competitivi, però è vero che non prendiamo mai in mano la situazione e poi non abbiamo soprattutto tra gli esterni molta continuità. La continuità farebbe la differenza. In questo campionato difficile i nostri dodici punti sono importanti, ma dobbiamo pensare di fare dei progressi se vogliamo fare il salto di qualità».

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