SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Un Campus per attività scolastiche e collaterali, destinato prevalentemente ai ragazzi, ma aperto comunque all’esterno tramite un auditorium ed un residence dove far soggiornare studenti stranieri, al fine di svolgere incontri e confronti non solo con le realtà circostanti, ma anche con quelle distanti per cultura ed usi”.

Questa è l’indicazione data dal consiglio comunale alla Fondazione Carisap per la realizzazione della sua ormai famosa Grande Opera, un investimento milionario in una struttura di utilità pubblica firmata dal noto architetto Bernard Tschumi. Se ne parla da tre anni e il 28 dicembre, a pochi giorni dalla scadenza del termine posto dalla Fondazione alla risposta, finalmente è stata formalizzata l’offerta: il Comune è disposto a donare alla Fondazione Carisap il terreno di via Togliatti dove sorge la nuova palestra polifunzionale e dove da anni è in progetto la realizzazione della nuova scuola media “Curzi”.

Giovedì 30 dicembre nella sede dell’ente ascolano è giunta la delibera del consiglio comunale e una lettera del sindaco Gaspari al presidente Vincenzo Marini Marini. “Sottolineo come il suddetto atto – scrive il primo cittadino . approvato con una maggioranza superiore a quella che sostiene l’Amministrazione a testimonianza del consenso registratosi attorno alla proposta, non solo costituisca manifestazione di volontà vincolante ed irrevocabile di accogliere la Vostra proposta, ma contenga già tutti gli elementi essenziali per poter procedere alle fasi successive dell’operazione con semplici atti gestionali”.

Insomma la politica locale, a San Benedetto come a Grottammare (clicca qui) ha risposto alla proposta milionaria. Ecco due terreni, per due potenziali Grandi Opere o per una sola in una delle due cittadine. Già, la proposta della Fondazione prevede teoricamente anche un potenziale bis di Grandi Opere. Investimento totale dai dieci ai venti milioni di euro. Dietro il corrispettivo della proprietà del terreno concessa alla Fondazione.

E ora che la politica ha fatto il suo, spetta alla Fondazione la risposta, e in caso affermativo ai tecnici del Comune l’espletamento delle pratiche. Non serviranno nuovi ricorsi alla volontà del consiglio comunale, visto che il terreno di via Togliatti è già secondo il piano regolatore destinato a strutture per l’istruzione e relativi servizi.

L’area verrebbe data alla Fondazione con lo strumento della concessione novantanovennale del diritto di superficie. Secondo il Comune di San Benedetto è lo strumento più idoneo e come recita la delibera “il corrispettivo è rappresentato dalla valorizzazione derivata dalla realizzazione a cura e spese della Fondazione”.

Anche se nella lettera del sindaco a Marini Marini si lascia poi intendere che la formula di donazione potrà essere oggetto di confronto e anche modifica “per individuare eventuali soluzioni di maggior soddisfazione per la Fondazione”.

Rimangono da definire, nell’ipotesi che la Fondazione accetti, tempi e modalità di intervento, la destinazione di una porzione del terreno a scuola media, le modalità di gestione ed eventuali proventi dei servizi offerti nella Grande Opera. Insomma, un punto non di poco conto.

MEGAVARIANTE Se la Fondazione accettasse, dal pacchetto di interventi richiesti dal Comune nel bando per la Megavariante verrebbe esclusa l’area per la Grande Opera. 15mila metri quadri previsti con indice edificatorio 0,6, quindi novemila metri cubi potenziali che verrebbero decurtati dai 300mila metri cubi massimi concedibili dal Comune ai costruttori.

Nella proposta presentata dal gruppo di imprese Sps-Pennile-Area Mare non è prevista l’offerta della riqualificazione dell’area Ballarin. Pertanto il totale dei metri cubi concedibili scenderebbe ulteriormente, ancora non si comprende bene di quanto. Comunque pare che la proposta Sps-Pennile-Area Mare richieda la concessione di circa 22omila metri cubi edificabili.

Ciò che è emerso finora dalla proposta pervenuta in Comune è inoltre che il budget per l’interramento dei tralicci di via Bianchi ammonti a quattro milioni di euro. Sembrerebbe una cifra al ribasso visto che, secondo dati resi noti dal Comune, una stima del lavoro compiuta da Rete Ferroviaria Italiana ammonta a sette milioni di euro.

Ora gli uffici del Comune dovranno valutare tecnicamente la rispondenza della proposta al bando. Poi qualora questa vi fosse partirebbe la fase di “dialogo competitivo”. Una contrattazione, dunque, fra il Comune e il pool di imprese.

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