SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fosse una leggenda metropolitana o meno, il fatto che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi abbia pronunciato, nel corso del 2010, una barzelletta su San Benedetto del Tronto viene “certificato” ufficialmente in un articolo di Repubblica.it a firma di Gianni Mura, “I nomi e le facce del 2010 tra imprese e fallimenti“.

Si tratta di una serie di articoli per individuare i 100 nomi del 2010, pubblicati fino al 31 dicembre, e in ordine alfabetico. Berlusconi compare prima nella prima infornata, anche se non in qualità di presidente del Consiglio ma come raccontatore di barzellette. Così, tra un Benitez Rafa e un Brondi Vasco, ecco che Berlusconi riceve, in qualità di barzellettiere, questa definizione: Nel campo, si rivela molto meglio dei Fichi d’India e molto peggio di Gino Bramieri. Non fosse vagamente distratto dalla politica, gli consiglierei di rinfrescare il pur vasto repertorio. La barzelletta sui romagnoli razzisti circolava già quando ero al liceo, ma ambientata a Milano. E quell’altra, che parla di un tatuaggio che si rivela essere San Benedetto del Tronto, circolava quando ero alle medie. Voto 5,5.

L’accostamento tra Berlusconi, San Benedetto (del Tronto) e il tatuaggio tratta un argomento poco natalizio e abbastanza popolaresco. Il lungo nome della città delle palme, infatti, tatuato, coprirebbe una superficie di epidermide altrettanto estesa, e un uomo virilmente dotato sarebbe, dunque avvantaggiato.

Sì, la sapevamo anche da queste parti dalle scuole medie…

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