Da Riviera Oggi  numero n. 850 del 7 dicembre 2010

GROTTAMMARE – Una visita in Val Tesino. Il Sansificio di Grottammare sito nella vallata del Tesino si occupa del ritiro di sanse vergini umide (la sansa di olive è un sottoprodotto del processo di estrazione dell’olio d’oliva composto dalle buccette, dai residui della polpa e dai frammenti di nocciolino), a cui viene tolta l’umidità, per creare due tipi di prodotto: ammendante agricolo (sostanza ricca di minerali che migliora le caratteristiche fisiche del suolo) e sansa disoleata (combustibile ecologico).

In un recente consiglio Comunale l’opposizione del Pdl chiedeva chiarimenti sull’esalazione di fumi e polveri delle aziende della zona. All’interrogazione il Sindaco Luigi Merli rispose che l’azienda in questione era solamente una e si trattava appunto del Sansificio, sottoposto a tutti i controlli da parte dell’Arpam (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente marchigiano) nei tre mesi di lavoro annuale che svolge sul territorio.
Riviera Oggi si è recata sul posto per capire di cosa si occupa l’azienda e del suo reale funzionamento. “Noi ci occupiamo del ritiro di sanse vergini, che vengono bruciate in appositi forni a norma, per creare i due prodotti di cui disponiamo, ammendante e combustibile”, afferma un’impiegata del Sansificio e prosegue sostenendo: “Il combustibile, non raffinato chimicamente, viene in seguito chiuso immediatamente in cisterne che poi saranno portate in un altro deposito, fuori dalle Marche, che si occuperà della raffinazione per poi arrivare al prodotto finale”.
Il fumo, sotto accusa, ha un colorito bianco, visibilissimo a occhio nudo anche da alcuni chilometri di distanza, e questo anche a causa dell’alta quantità di acqua di cui dispone la sansa che una volta bruciata procura alta densità di vapore acqueo.
“Sì, esaliamo anche delle polveri e in pochissima quantità – prosegue l’impiegata- ma siamo a norma di legge e l’Arpam fa controlli continui, assidui e mirati. Nella zona circostante all’azienda si diramano ettari di terra coltivati da vivaisti ai quali non sembra dare problemi l’esalazione di fumo e polvere”.
Il sansificio però ha ricevuto una denuncia di risarcimento per presunti danni pari a 300 mila euro da un vivaista confinante il quale ci ha dichiarato: “A me personalmente lo stabilimento ha creato problemi e le pinte di leccio che avevo ai confini dei loro terreni non sono cresciute. Ho anche fatto esaminare le polveri depositate sulle piante con l’aiuto del Ctu (consulente tecnico d’ufficio) e da lì ho deciso di sporgere denuncia perché la sostanza corrisponde proprio al sansificio”.
Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre se venite a Grottammare e sentite un odore particolare e vedete una nebbiolina sottile, non preoccupatevi. Dovete ricordare che è il periodo di raccolta delle olive e il sansificio inizia la sua produzione.

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