PESARO – “Il Natale quando arriva arriva” recitava un noto spot televisivo. E per la Fabi Shoes Montegranaro il Natale è arrivato qualche ora più tardi del solito, la sera del 25 Dicembre.  A farne le spese la blasonata Scavolini Siviglia Pesaro che, vuoi per congiunzioni astrali sfavorevoli, vuoi per la decisa volitività dei Gialloblu in occasione di ogni derby marchigiano, deve ancora conquistare una vittoria casalinga contro Montegranaro.

La serata, articolata tra ospiti d’onore, balli, esibizioni acrobatiche e sorteggio tra gli abbonati dell’Adriatic Arena di una Fiat 500, è stata concepita come uno scintillante show, curato in ogni particolare. Ma, come si suol dire, è mancata la ciliegina sulla torta, ovvero la vittoria di Pesaro. Dello stesso avviso, non possono dirsi i tifosi sutorini che sono usciti per l’ennesima volta dal Palas a testa alta.

La mancata vittoria ha portato in sala stampa un Luca Dalmonte molto accigliato, il quale ha da subito dato la sua chiave di lettura della partita: “Secondo me, bisogna distinguere due momenti: il primo corrisponde ai primi dieci minuti dove abbiamo incassato tiri da tre troppo facili che hanno aperto la partita a Montegranaro; il secondo momento, più sanguinoso ancora, è quello contraddistinto dalla poca aggressività dei primi 5 minuti del terzo quarto. Montegranaro ci ha aggrediti sui pick ‘n roll e, pur sapendo che questo è il loro marchio di fabbrica, abbiamo subito facendo un passo indietro sul campo e mentalmente. Non avevamo il ritmo per riattaccare, ma quando lo trovavamo, facevamo sempre qualcosa”.

Tra tutti, il giocatore della Sutor che secondo Dalmonte è stato determinante in difesa sotto canestro è Sharrod Ford: “Ford è stato una presenza pesante: oltre a realizzare 4 stoppate, ha sporcato molti nostri tiri”.

In conclusione, secondo il coach pesarese, alla fine “è una partita che conta due punti”. E aggiunge: “Non voglio minimizzare. Mi spiace per la partita e sono dispiaciuto io in prima persona, ma voglio rimanere razionale. Ciò che è stato fatto fino ad adesso non va minimizzato. Per l’attesa, l’importanza e la rivalità ci vorranno più giorni per metabolizzare la sconfitta, ma non facciamoci condizionare per non distorcere il nostro futuro”.

Al momento di ascoltare la campana sutorina, si presenta in sala stampa il vice di coach Pillastrini, Daniele Cavicchi, che annuncia ciò che si era vociferato sommessamente fra i presenti: “Stefano è molto dispiaciuto, ma non potrà essere qui: ieri notte ha avuto 39 di febbre e oggi, pieno di medicinali, sta davvero male e fa fatica anche a parlare. Ci siamo consultati e siamo d’accordo nel ritenere questa una grandissima vittoria importante per come è nata. Nelle ultime 3 gare siamo usciti sconfitti dopo aver giocato punto a punto. Riuscire, dunque, a venire a vincere il derby a Pesaro è importante e di grande motivazione per il gruppo: è venuta fuori una grande voglia di difendere con aggressività e di aiutarsi tutti quanti nelle rotazioni che, nei raddoppi, ogni tanto possono dare un vantaggio all’avversario”.

Cavicchi sottolinea anche la bella prestazione di Ray, “un po’ sotto tono ad inizio stagione, ma che sta dimostrando personalità e doti di leadership. E non dimentica neppure la panchina e Cinciarini «determinante nel secondo tempo». A chi  gli fa notare le statistiche della serata di Jones, il vice coach spiega: «Sì, forse Jones statisticamente è stato meno determinante, ma è stato importante in difesa, soprattutto su Diaz. E poi ha dato un gran contributo in difesa, mettendo delle pezze sui buchi che ogni tanto si aprivano quando si raddoppia sulla palla”.

Sulla lotta ai rimbalzi, inusualmente persa dalla Fabi Shoes, Cavicchi minimizza: “Oggi Ford e Ivanov sono stati meno aggressivi, mentre Antonutti che è riuscito ad essere presente nei rimbalzi in attacco, poi non li ha sfruttati. Ford si è riscattato nel secondo tempo, quando si è dimostrato più incisivo. Forse era più motivato e coinvolto, visto che Pilla, nella pausa, ha chiesto alla squadra di coinvolgere maggiormente i lunghi”.

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