SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Menage à trois, magari a quatre, chi lo sa. Nella partita a carte (o forse una cervellotica sfida a scacchi, magari) che in rappresentanza di Comune di San Benedetto e Fondazione Carisap, ormai da tre e più anni, vedono impegnati il sindaco di Giovanni Gaspari e il presidente Vincenzo Marini Marini, adesso entrano in campo, in veste di guastatore, il Pdl sambenedettese e, a breve giro (si legga il resoconto della conferenza stampa odierna di Oliver Panichi) anche alcuni imprenditori edili.

Il Pdl, nel giorno di Santo Stefano, ha calato gli assi, o, nel caso degli scacchi, gli alfieri: il vicepresidente provinciale Pasqualino Piunti (nonché consigliere comunale), il candidato sindaco Bruno Gabrielli (nonché assessore al Turismo provinciale e consigliere comunale) e i consiglieri provinciali e comunali Andrea Assenti e Luca Vignoli.

Titoli: “Il Pdl contrario al Piano B in via Togliatti” (ci si chiede se per via del nome del Migliore, anche); “Il Pdl chiede ai privati: troviamo un’area da 15 mila metri quadrati alternativa“; “Il Pdl boccia la Megavariante: che l’hanno fatta a fa’ se poi è uscito il B-Side?“.

Tutto questo mentre domani, il 28 dicembre, ci sarà il Consiglio Comunale che dire infuocato sarà poco. La giunta Gaspari, infatti, ha fatto la parte di un Pedro De La Rosa nei confronti di un Fernando Alonso, dove Alonso sta per Giggi Merli, sindaco della vicina Grottammare, che in un anno ha trovato l’area (privata) da donare alla Fondazione Carisap per la realizzazione della Grande Opera, mentre a San Benedetto il 28 dicembre, dopo più di tre anni, la maggioranza dovrebbe votare l’atto con il quale il B-Side diverrà Lato A, stracciando così (ma chi ci sta capendo più nulla, in questo post-Natale freddo e caotico?) il Lato A precedente. Mentre la torre Marini Marini, impassibile, resterà in silenzio fino al 31 dicembre, data da ultimatum per la Fondazione Carisap.

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