SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il cosiddetto Piano B fa discutere e scalda l’ultima Commissione Urbanistica dell’anno. Nell’incontro in Municipio di mercoledì sera, 22 dicembre – nonostante il clima pre-natalizio, contornato da panettone e brindisi finale – non sono infatti mancati ugualmente gli affondi nei confronti di un’amministrazione colpevole, a detta dei detrattori,  di aver avanzato troppo tardi un’alternativa al lotto da destinare alla realizzazione della Grande Opera, che in extremis potrebbe trovare la luce in via Togliatti per una struttura ad uso pubblico che comprenderebbe pure la nuova scuola media Curzi.

“La Fondazione Carisap si aspetta una donazione, ma la scuola sarebbe pubblica – ha fatto notare Giorgio De VecchisNon credo sia una strada praticabile e in ogni caso non in tempi così stretti ed improrogabili. Abbiamo discusso a vuoto per tre anni e adesso, a tempo scaduto, si cambiano le carte in tavola, sono sconvolto”.

Opinione condivisa, e non è oramai più una novità, da Daniele Primavera: “Non capisco quest’illuminazione tardiva del primo cittadino; la questione è stata gestita malissimo ed è poco chiara. L’impianto sarà pubblico o privato? Sarò antiquato, ma dubito che la Fondazione voglia investire su un qualcosa che resterebbe al Comune”.

“A me interessa solamente che la scuola funzioni al meglio – gli ha replicato il dipietrista Francesco Bruni – Degli altri discorsi non mi importa nulla. Mi fiderei maggiormente di un istituto della Fondazione Carisap, piuttosto che della Provincia”.

Una tesi affatto gradita dallo stesso consigliere di Rifondazione Comunista (“Per favore, ragionate su ciò che dite”) che ha poi analizzato un ulteriore aspetto, non secondario: “Che facciamo adesso? Stralciamo tutti i discorsi sulla Megavariante? La Grande Opera, secondo i propositi, doveva essere un progetto inclusivo”. Un dubbio apertamente condiviso anche da Luca Vignoli, presidente di Commissione: “Il bando andrebbe azzerato, dato che tutto era incentrato sulla zona da concedere alla Fondazione”.

Gaspari dal canto suo, si è mostrato tranquillo: “Non faccio mai processi con la testa all’indietro; la mia unica intenzione è cogliere in buona fede le opportunità. Sarà il Consiglio Comunale a decidere il 28 dicembre se dare seguito a tale ipotesi. Qualora Vincenzo Marini Marini la accogliesse, comincerebbe il dialogo”.

Replica che tuttavia non ha convinto De Vecchis: “Se davvero ci fosse un’apertura da parte della Fondazione Carisap la proroga sarebbe automatica e nell’interesse di tutti. Ma se quest’ultima non si esprime, mi viene da pensare che ci si sia mossi unicamente per illudere l’opinione pubblica”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 604 volte, 1 oggi)