ASCOLI PICENO – Assoluzione piena per Padre Mario Bartolini, il missionario originario di Roccafluvione, da trent’anni attivo in Perù in difesa delle popolazioni indigene. Il frate era accusato di istigazione alla rivolta contro il Governo nazionale per vicende legate alla difesa dei diritti dei popoli dell’Amazzonia e rischiava fino a undici anni di carcere. Per lui si era mobilitata la comunità locale con messaggi e lettere inviate al governo italiano per sollecitare azioni di solidarietà e di tutela delle sorti del religioso. Inizialmente il processo doveva svolgersi a luglio. Dopo alcuni rinvii si è arrivati finalmente alla sentenza che è stata favorevole per Padre Mario, come ha rivelato l’emittente diocesana Radio Oriente, rilanciata in Italia dall’associazione missionaria Aloe.

Con lui assolto anche il giornalista peruviano Geovani Acate, mentre sono stati condannati in primo grado dal tribunale di Yurimaguas a 4 anni cinque esponenti della comunità locale, ai quali il missionario ha rivolto subito il suo pensiero dopo la sentenza: “Sono contento di essere stato assolto – ha detto – ma dovevano essere assolti tutti i dirigenti che hanno lottato per la stessa causa”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale del sindacato giornalisti marchigiani Roberto Mencarini: “Abbiamo avuto, afferma, riscontro del fatto che la mobilitazione italiana e marchigiana ha colto nel segno e che avviare una battaglia per l’affermazione dei principi di giustizia non è mai inutile. Certo, è un’amara soddisfazione, perchè comunque sono state condannate quelle persone per le quali padre Mario si sta battendo fino a rischiare la vita”. “Questa mobilitazione, – prosegue – è stata ed è di grande importanza, perchè mette sia il missionario marchigiano, sia il collega della radiotv diocesana di Yurimaguas nella condizione di continuare con speranza e convinzione le rispettive battaglie, innanzitutto per la libertà di stampa e per l’affermazione dei principi della democrazia”.

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