SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Arriva, repentina e puntuale, la replica di Giovanni Gaspari a Massimo Rossi, che nei giorni scorsi aveva pesantemente criticato alcune esternazioni del sindaco rivierasco in merito alle questioni del sito di stoccaggio dei rifiuti in via Val Tiberina e della campagna pubblicitaria (o informativa) mediante manifesti 6 per 3.

“Chiedo pubblicamente se è una balla il fatto che in data 8 novembre 2004, con Massimo Rossi regnante da cinque mesi, la Provincia di Ascoli abbia autorizzato all’esercizio l’impianto per messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali di via Val Tiberina della ditta “la Piattaforma Ecologica srl. E chiedo ancora se è una balla il fatto che ben due anni dopo, in data 11 maggio 2006, lo  stesso Ente guidato da Rossi abbia concesso, contestualmente alla sospensione dell’attività di recupero dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, la prosecuzione dell’attività di stoccaggio, e ciò nonostante un rapporto del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri avesse già rilevato notevoli irregolarità nell’attività del suddetto deposito. Dispiace che l’ex presidente Rossi non abbia mai visitato il sito in questione: se lo avesse fatto, forse, sarebbe stato assalito da qualche dubbio in ordine all’opportunità di continuare ad autorizzare la presenza di quell’attività in pieno centro urbano”.

Sulle affissioni invece, il sindaco preferisce tagliar corto affermando di aver appreso che “esistono due modi per giudicare l’elencazione di numeri riassuntivi dell’attività svolta in un quinquennio. Quella di Rossi è stata una ‘sintesi del bilancio sociale’, la mia “campagna elettorale”. Ne prendo atto, e continuerò a dormire serenamente con la tranquillità di chi sa di aver svolto il proprio compito ma di doverne doverosamente dar conto ai cittadini”. Della serie, c’eravamo tanto amati.

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