SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel gennaio scorso (clicca qui) è salito a bordo della sua carrozzina per raccontarci le difficoltà di mobilità di un disabile residente in Riviera. La sua videodenuncia è stata l’inizio di una serie di proteste estive rivolte alle autorità e appoggiate da abili e disabili stanchi di esser considerati cittadini di serie B. Undici mesi dopo il primo “blitz on the road” nulla è cambiato ma questa volta i toni di Jonni Perozzi, Presidente dell’associazione Aida Ruote in Movimento, si sono trasformati in proposte.

La protesta è partita dal quartiere Agraria e terminata nel parcheggio della Multi Servizi spa di piazza Nardone undici mesi fa. Due le tappe fondamentali, Viale dello Sport e il parcheggio sotterraneo del Municipio.

Jonni ci aveva mostrato marciapiedi dissestati, pali della luce nel bel mezzo dei marciapiedi, pedane elettriche fatiscenti e scivoli impraticabili. Uno scenario che il diretto interessato aveva definito: «Una condizione di assoluta normalità. Questo concentrato di barriere architettoniche visibili e invisibili sono la dimostrazione che siamo trascurati e giudicati cittadini di serie B».

Quasi un anno dopo l’attacco, i disagi sono rimasti gli stessi (vedi foto gallery) e l’unico ad aver cambiato approccio con il tema sembrerebbe proprio il promotore delle proteste che nell’occasione della verifica ha abbassato i toni e alzato il tiro con un impegno di collaborazione attiva.
Oggi Perozzi diventa moderato, collaborativo e propositivo: «Dopo un anno di proteste, ci siamo organizzati affinché le autorità possano accogliere le nostre competenze all’interno delle strutture decisionali. I tempi cambiano come gli approcci. E’ il momento di agire concretamente, siamo pronti a dare il nostro valevole contributo».

Jonni e l’associazione (AIDA ruote in movimento) di cui è il principale promotore, sembrerebbero disposti a metterci la faccia e rilanciare una nuova sfida alle autorità con proposte di sicuro interesse.
«La nostra idea è quella di aprire un tavolo di trattativa con le istituzioni – spiega Perozzi – per realizzare un osservatorio provinciale atto a monitorare l’accessibilità totale, turistica e dei servizi. Inoltre proponiamo la realizzazione di un comitato di vigilanza alla commissione dei lavori pubblici e progettazione formato da diversamente abili, i quali avranno il compito e l’obbligo di consigliare le migliori situazioni progettuali».
Tra le proposte di rilievo spunta quella del “turismo solidale”. Stimolare l’amministrazione verso l’organizzazione di una riviera pronta all’accoglienza di quel mercato composta da 50 milioni di potenziali turisti disabili.

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