SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una delle due aree che saranno proposte alla Fondazione Carisap per la sua Grande Opera è il lotto di via Togliatti dove da anni è in programma la realizzazione della nuova scuola media Curzi.

“Della proposta da formulare alla Fondazione Carisap parlerò meglio nei prossimi giorni, dopo ulteriori incontri di maggioranza”. Così il sindaco Giovanni Gaspari, martedì mattina all’indomani dell’incontro con i consiglieri della maggioranza allargata che lo sostenne nel fatidico consiglio comunale del 23 dicembre 2009, quello in cui il repubblicano Antonio Felicetti e il centrista (ex candidato nel 2006 contro Gaspari) Edio Costantini “salvarono” l’approvazione del bilancio del Comune. Oltre a Felicetti e Costantini, lunedì sera nell’incontro sul “Piano B per la Grande Opera” c’era anche il centrista Marco Lorenzetti.

Di cosa si tratta? Cos’è questo piano B? Ormai è certo, l’area di proprietà comunale che il consiglio comunale nella seduta del 28 dicembre prossimo proporrebbe alla Fondazione Carisap per il suo investimento milionario in una struttura ad uso pubblico e grossa valenza architettonica si trova in via Togliatti, ed è il lotto dove da anni il Comune intende realizzare la nuova scuola media Curzi.

Il Piano A, come noto, è contenuto invece nel contesto della Megavariante. La proposta del pool di imprese Pennile-Sps-Area Mare (l’unica) giunta in Comune la settimana scorsa contiene anche, come prescriveva il bando, la cessione di un’area al Comune, affinchè poi Viale De Gasperi donasse questo terreno alla Fondazione per il suo investimento di pubblica utilità. Della proposta si parlerà a fondo mercoledì pomeriggio, in seno alla commissione consiliare Urbanistica.

Quello che sembra sempre più ovvio è che Gaspari preferisca il “Piano B”, perchè come ha ripetuto più volte “da quando la Fondazione ci presentò le sue intenzioni nel 2008 il mondo è cambiato, la crisi finanziaria e i tagli economici agli enti locali mettono in primo piano le esigenze sociali più che quelle culturali, quindi alla Fondazione chiederemmo di impegnarsi su questo fronte”. Se l’area contenuta nel Piano A venisse scartata, si abbasserebbe il computo dei diritti edificatori da concedere al pool di imprese in seno all’accordo di programma che prevede anche la realizzazione della piscina comunale, l’interramento dei cavi ad alta tensione di via Bianchi, la riqualificazione dell’area Ballarin e un parco pubblico in zona Brancadoro.

Ma alla Fondazione non si chiederà (o non si chiederà soltanto, pare di capire) la mera realizzazione di una scuola (che già non sarebbe poca cosa, diciamo noi). Sembra che l’ipotesi progettuale da formulare all’ente presieduto da Vincenzo Marini Marini conservi le indicazioni di massima date dalla giunta in passato: quindi una sorta di auditorium, di “Casa della Musica” sul modello romano. Come queste indicazioni si associno agli intenti di utilità sociale per le categorie più deboli rimane ancora una incognita. Gaspari non dice nulla di più, per ora.

Comunque il sindaco sostiene che i “portatori di interesse” nell’ambito sociale da lui contattati (immaginiamo enti religiosi, di volontariato, cooperative sociali) avrebbero manifestato apprezzamento per l’idea, così come “larga condivisione ho avuto da parte della mia maggioranza”.

E non solo dalla maggioranza, visto che ora il sindaco intende far presente la proposta alle forze di sinistra fuori dal consiglio comunale (Sel, ma non Rifondazione) e anche a consiglieri comunali di centrodestra come Paolo Forlì. Lo ha detto lui, il sindaco.

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