GROTTAMMARE – “Non passa giorno che il sindaco Gaspari, nel suo perdurante e sterile affanno, perda occasione di tirarmi in ballo a sproposito su questioni più disparate”: Massimo Rossi, ex presidente della Provincia di Ascoli Piceno, di Rifondazione Comunista, critica le ultime dichiarazioni del primo cittadino di San Benedetto.

Due i temi in questione: il sito di stoccaggio di rifiuti in via Val Tiberina e la campagna “pubblicitaria” (o, detta da Gaspari, informativa) a suon di manifesti 6×3.
“Secondo Gaspari io avrei autorizzato il sito di stoccaggio di rifiuti in Via Val Tiberina! Per dimostrare che si tratta dell’ennesima ballanon c’è bisogno di elencare gli atti compiuti durante il mio mandato dagli uffici della Provincia per cercare di bonificare il sito in questione (che personalmente non ho mai visitato), basti solo dire che quella piattaforma di stoccaggio è stata autorizzata circa 10 anni or sono, ben prima della mia elezione in Provincia. Come è noto, peraltro, dieci anni fa ero sindaco a Grottammare e, a differenza di Gaspari (che invece di operare concretamente, passa il tempo a polemizzare e a fare annunci), ero molto indaffarato a risolvere i problemi della mia città e a promuoverne efficacemente lo sviluppo” scrive Rossi.

E poi c’è la questione dei manifesti: “La penultima balla è invece quella in cui paragona i suoi grandi manifesti con slogan di propaganda del tipo: “Abbiamo cambiato il volto della città” (?!?) con la spedizione da parte della Provincia nel febbraio 2009 di una copia del Bollettino di informazione dell’ente (Piceno News) con una sintesi del bilancio sociale della mia Amministrazione fatta di dati “asciutti”, dati quantitativi, somme spese, interventi realizzati, e non certo di slogan. Quell’elaborato era stato prodotto per dar conto ai cittadini del ruolo e delle importanti funzioni svolte dalle Province in risposta alla campagna stampa nazionale per la loro cancellazione. Non certo per la campagna elettorale come è evidente nel caso di San Benedetto”.

Il finale è ironico: “Si potrebbe continuare con molte altre balle ma mi fermo qui. Non vorrei infierire su chi continua, nonostante da un anno e mezzo sia fuori dal governo locale, forse perché nel tirare le sue somme, evidentemente è disturbato nel sonno dal confronto con un’”altra idea di politica” che molti, spero meritatamente, hanno riconosciuto nel mio operato. Ma per cortesia cerchi di lasciarmi in pace, almeno a giorni alterni”.

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