SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Grandi città e piccoli centri tutti accomunati dal rinnovamento verso una edilizia sostenibile. Secondo il rapporto 2010 dell’Osservatorio nazionale sui regolamenti edilizi per il risparmio energetico (Onre) di Legambiente e Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio) presentato il 17 dicembre a Milano, sono 705 i Comuni virtuosi (circa l’8% del totale) che hanno modificato i regolamenti edilizi per introdurre obiettivi di sostenibilità. Un risultato in crescita rispetto ai 557 nel 2009.

Circa 19 milioni di abitanti sono interessati dai regolamenti poiché ricadono nelle aree amministrate da tali Comuni, dunque una cospicua porzione della popolazione italiana. “Sono tali e tante le novità impiantistiche e tecnologiche sviluppate negli ultimi anni, come le possibilità di ripensare e integrare soluzioni per risparmiare energia, produrla da fonti rinnovabili, recuperare e riutilizzare le acque, che riuscire ad aiutare l’innovazione e adattare le soluzioni ai diversi contesti e tradizioni locali attraverso i regolamenti edilizi diventa fondamentale”: è quanto si legge nel rapporto che riportiamo come documento allegato a questo articolo.

Tutti gli enti locali concorrono a favorire tali cambiamenti. Nel panorama italiano si distingue, in tal senso, la Provincia Autonoma di Bolzano dove è stata introdotta la certificazione energetica obbligatoria e il regolamento definisce i valori massimi di fabbisogno di calore annuale per riscaldamento negli edifici di nuova costruzione, determina le categorie degli edifici a cui applicano tali valori e definisce lo spessore di coibentazione che non viene calcolato come cubatura urbanistica.

Nella regione Marche la legge regionale n. 14 del 2009 adotta il protocollo in materia di isolamento termico codificato dall’istituto Itaca (un’associazione di tipo federale con l’obiettivo di attivare azioni ed iniziative condivise dal sistema regionale anche in materia di promozione e diffusione delle buone pratiche nei servizi, forniture e lavori pubblici per la qualità urbana e sostenibilità ambientale). La nostra regione è una delle quattro in Italia che hanno emanato linee guida per l’edilizia sostenibile ma senza prevedere obblighi. Sono solo 17 i Comuni, pari circa al 7% del totale, nella nostra regione che mettono l’accento sull’isolamento termico nei rispettivi regolamenti. Per questo parametro nelle altre regioni la situazione è: 10% in Lombardia, 33% in Toscana, 15% Emilia Romagna, 4% in Abruzzo, 1% in Basilicata.

Quanto agli obblighi in materia di energie rinnovabili nelle Marche si osservano 16 regolamenti in altrettanti Comuni, pari circa al 7% del totale. Oltre il 10% in Lombardia, il 2% in Abruzzo. Sul fronte efficienza energetica , orientamento e schermatura edifici nelle Marche ci sono 3 Comuni, pari circa all’1% del totale; attorno all’1% in Abruzzo. Per il parametro “materiali da costruzione locali e riciclabili“, nella nostra regione si individuano 2 Comuni, poco meno del 2%; in Abruzzo 1,31% con 4 Comuni. Per il risparmio idrico e recupero acque meteoriche nelle Marche ci sono 7 Comuni, quasi il 3% del totale; 4 in Abruzzo, poco più dell’1%.

L‘isolamento acustico è ancora un tema poco valutato: 8 Comuni delle Marche, il 3% circa del numero complessivo dei Comuni, 1 Comune in Abruzzo. Riguardo la permeabilità del suolo ed effetto “isola di calore”, 2 Comuni nelle Marche, 3 in Abruzzo.

I Comuni più virtuosi sono Collegno, 50mila abitanti circa, in provincia di Torino per il nord (il regolamento edilizio e l’allegato energetico ambientale sono pubblicati in un allegato a questo articolo); per il centro si segnalano quelli dell’empolese – Val d’Elsa che hanno approvato un regolamento edilizio unitario; infine, per il sud, Salerno.

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