SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Nell’imbastire una polemica basata, come ho già spiegato, sul nulla, il consigliere Piunti avrebbe potuto citare altri esempi di strateghi della persuasione, a cominciare dal suo leader nazionale. No, ha citato il capo della propaganda nazista Goebbels”. Il sindaco Giovanni Gaspari torna sulla questione della campagna di comunicazione istituzionale lanciata dal Comune tramite dei manifesti 6 per 3, e risponde per le rime alle critiche mosse dal vicepresidente della Provincia ed esponente del Pdl.

“Nel merito della campagna di comunicazione istituzionale che è stata avviata, non posso che ribadire quanto già detto, e cioè che la legge 150 del 2000 “Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni”, stabilisce all’art. 1 che “Le attività di informazione e di comunicazione sono, in particolare, finalizzate a… illustrare le attività delle istituzioni e il loro funzionamento”. Mentre all’articolo 2 stabilisce che queste attività “si esplicano… anche attraverso … le affissioni…” – continua Gaspari – i manifesti sono dunque una delle forme possibili di comunicazione istituzionale per rendere conto dell’attività svolta, esattamente come lo fu il numero speciale del B.U.M. edito dall’Amministrazione Martinelli nel 2005 recante la firma dello stesso Sindaco in calce alla presentazione”.

Gaspari poi ribadisce quanto affermato sabato mattina, cioè che i manifesti sono impersonali e sintetizzano cinque anni di lavoro nei vari settori amministrativi. E la definizione finale è questa: “Un’operazione di grande trasparenza e di grande correttezza”.

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