MARTINSICURO – Il nuovo Piano Spiaggia approda in Commissione Consiliare Governo del Territorio e scoppia la polemica. Il nuovo documento, che dovrà essere approvato nel prossimo Consiglio comunale, è stato illustrato alle minoranze, che da tempo lamentano nella stesura della variante la mancata condivisione non solo con le forze politiche di opposizione, ma anche nei confronti dei cittadini stessi.

“Il confronto tra i Consiglieri comunali su come dovrà essere il futuro del Demanio Marittimo non interessa – scrive il Pd in una nota – poiché al futuro della nostra spiaggia ci hanno pensato il sindaco Di Salvatore, l’assessore Micozzi, il consigliere Vagnoni, che hanno raccolto i suggerimenti degli operatori e tecnici del settore. I cittadini, ovvero i legittimi proprietari del demanio non sono stati sentiti e non sono stati interpellati nemmeno i sindacati di categoria e la Commissione Urbanistica”.

Tra le novità presenti nel nuovo Piano Spiaggia il Pd critica “l’insediamento di altre 8 concessioni per gli stabilimenti balneari” (di cui due da destinare a cooperative giovanili e ad associazioni del terzo settore), “la riduzione della spiaggia libera del 30%”, l’assegnazione di nuovi ombreggi “a quanti a diverso titolo hanno costruito immobili sul demanio”e la possibilità per coloro che hanno già ottenuto gli ombreggi di “realizzare uno chalet pari al 50% di uno stabilimento”.

Il gruppo di opposizione prospetta quindi la trasformazione della spiaggia truentina in “una distesa di cattedrali nel deserto (vedi Smaila’s)” e critica anche il fatto che nell’elaborazione del nuovo Piano Spiaggia non si è tenuto conto dell’importante fattore dell’erosione costiera, con cui ci si deve confrontare nella realizzazione di nuovi stabilimenti balneari. “Si continuano a prevedere strutture sul demanio quando le autorità operanti nel settore lo sconsigliano. E’ assurdo  con un’erosione in costante aumento – aggiunge il Pd – predisporre un Piano Spiaggia che si esprime in metri quadrati. Si dovrebbe invece parlare di metri lineari”.

Il Pd chiede quindi all’amministrazione Di Salvatore di riconsiderare le scelte fatte, “poiché si sta basando su uno sviluppo costiero da anni ’60, dimenticando di essere invece nel 2010”.

I Democratici chiedono quindi più spiaggia libera, con servizi realizzati ad ovest del lungomare. Stop anche alla circolazione delle auto, con la trasformazione del lungomare in pista ciclabile e pedonale “prevedendo l’accesso per le auto al mare da via Roma, attraverso le vie esistenti e prevedendone altre”.

Non mancano infine  di lanciare una frecciata al sindaco Di Salvatore: “Se per il Piano Spiaggia vi siete consultati solo con gli operatori del settore, per il Piano Regolatore chi contatterete?”

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