MARTINSICURO – Risollevare la Val Vibrata dalla crisi economica che la attanaglia da tempo ponendola al centro di investimenti non solo privati, ma anche pubblici, e realizzando infrastrutture e servizi essenziali per un territorio considerato “il polmone produttivo” del teramano.

E’ questa in sintesi l’esigenza scaturita dall’incontro organizzato dalla Cisl Teramo a Martinsicuro sabato 18 dicembre, e a cui ha partecipato non solo l’intero stato maggiore della politica abruzzese (il Governatore Chiodi, il presidente della Provincia Catarra, il presidente dell’Unione dei Comuni Pompizi, oltre ad assessori provinciali ed amministratori di molti comuni vibratiani), ma anche i rappresentanti di numerose aziende del territorio che stanno subendo la crisi economica, come l’Atr di Colonnella, la Novelli Legno, la marineria di Martinsicuro.

L’incontro è stato organizzato, come affermato dal Segretario generale della Cisl Antonio Scuteri, “per dibattere sulle principali emergenze e delle necessarie risposte utili a rilanciare il sistema produttivo ed occupazionale del teramano, con particolare riguardo a quello della Val Vibrata”.

Si è discusso di ammortizzatori sociali, di lavoro nero, di sanità, di progetti e finanziamenti che la politica dovrebbe concretizzare sul territorio a sostegno dell’economia locale.

I numeri d’altronde sono impietosi: 49.091 lavoratori iscritti ai centri per l’impiego, soprattutto giovani, donne, ultracinquantenni; 3 assunzioni su 4 sono a tempo determinato (co.co.co. tirocini formativi, apprendistato, ecc), oltre 6mila lavoratori in cassa integrazione; 10.390 ore di ammortizzatori sociali (da gennaio a settembre), cioè il 47% dell’intero Abruzzo; 994 le fabbriche chiuse dal 2007 al 2010.

Ampio spazio è stato dato alla discussione sullo stato di crisi di alcune tra le principali aziende vibratiane, come l’Atr e la Novelli Legno. La prima con oltre il 90% dei 542 dipendenti in cassa integrazione, la seconda con la totalità dei dipendenti (40) in cigs e l’azienda ferma da aprile 2010.

Francesco Bracciani, rappresentante sindacale nell’Atr di Colonnella, ha parlato di “scelte politiche scellerate messe in atto nel passato che, associate alla crisi economica, hanno portato l’azienda allo stato attuale. I lavoratori – ha aggiunto – sono sfiancati dal vivere in cassa integrazione e disorientati sul proprio futuro”. Ha quindi chiesto risposte concrete da parte della politica, attraverso “fondi e normative che permettano al Gruppo di tornare a vivere”.

Il consigliere regionale Emiliano Di Matteo, intervenendo sull’Atr, ha sostenuto come il polo del carbonio di Colonnella sia stato nel passato “utilizzato da una certa parte politica come una vetrina elettorale, e sia stato gestito male quando le cose  andavano bene. Ad oggi comunque – ha aggiunto – ci sono ancora prospettive concrete per l’Atr ed è compito anche della politica fare di tutto per rilanciare l’azienda. E’ nostro compito inoltre sostenere gli imprenditori che investono sul territorio e che non delocalizzano”.

Sempre sull’Atr Antonio Liberatori, segretario provinciale della Cisl Teramo, ha ribattuto come la presenza delle istituzioni in merito alla crisi dell’azienda si sia percepita solo di recente: “La vertenza è in atto da tre ani – ha affermato – ma negli ultimi due si è perso tempo prezioso in cui si sarebbero potuti mettere in atto provvedimenti importanti”.

Un invito alla politica regionale e provinciale “a fare squadra” per sostenere l’economia in Val Vibrata è arrivato dal presidente dell’Unione dei Comuni Alberto Pompizi, che ha anche affermato la volontà di sostenere progetti volti al rilancio del turismo sul territorio, attraverso la costituzione di un tavolo tra operatori turistici e sindaci dei 12 Comuni. Non ha mancato poi di lanciare una frecciata sulla mancata attenzione della Regione alla Val Vibrata: “La vallata accoglie una vasta porzione del turismo regionale, eppure non ha un proprio rappresentante nell’Aptr (l’Azienda di Promozione Turistica Regionale, ndr). Una pecca a cui è necessario rimediare quanto prima. L’Unione dei Comuni – ha aggiunto – ha inoltre da tempo presentato un progetto di 12 milioni di euro finanziabile con i fondi Fas per il risanamento del Vibrata e l’avvio di iniziative di promozione turistica nella vallata, a cui però non è mai stata data risposta”.

Spazio è stato anche dato alla marineria di Martinsicuro, con Franca Ferreri della Martinpescatori che ha lanciato un appello al governatore Chiodi per investimenti sul porticciolo di Martinsicuro, il cui periodico insabbiamento dei fondali rende sempre più difficoltoso il lavoro in un settore già duramente provato dalla crisi.

Investire insomma sulla Val Vibrata con finanziamenti, servizi ed infrastrutture che rendano il territorio competitivo e soddisfino le aspettative dei lavoratori, smorzando una volta per tutte anche i desideri di “secessione” ed annessione alle vicine Marche che nell’ultimo periodo hanno tenuto banco sulla stampa.

“Sono solo gossip giornalistici” li ha definiti Di Matto. “Se si vogliono evitare ancora polemiche – ha aggiunto il sindaco Di Salvatore – è ora che le istituzioni intervengano in maniera concreta e facciano in modo che la Val Vibrata non subisca ancora la recessione economica”.

Rassicurazioni sono arrivate dal governatore Chiodi e dal presidente Catarra. Quest’ultimo ha ribadito, tra le altre cose, l’importanza di investire sul turismo, attraverso la promozione del marchio Costa Blu che comprende le sette cittadine costiere teramane.

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