TERAMO – Riqualificare un bacino fluviale coordinando gli interventi di tecnici, amministratori e comunità, agendo su molteplici settori: protezione degli ambienti naturali, tutela delle acque, difesa del suolo, protezione del rischio idraulico, tutela delle bellezze naturali. E’ il cosiddetto “Contratto di fiume”, il progetto che, dopo essere stato sperimentato con successo sui bacini idrografici della Lombardia (piuttosto compromessi dal punto di vista ambientale) verrà utilizzato anche in Abruzzo, ed inserito nel Piano Regionale Triennale di Tutela e Risanamento Ambientale.

I Contratti di fiume sono strumenti di programmazione negoziata per la riqualificazione dei bacini fluviali. Uno modello di lavoro nuovo, che coordina i vari soggetti coinvolti nel monitoraggio e nella tutela e salvaguardia dei corsi fluviali, e consente di condividere scelte e tempi e modalità di intervento. Un approccio, fondato sul consenso e sulla partecipazione, che considera il fiume come “un bacino di interesse” attorno al quale costruire progetti di sviluppo. Il progetto della Provincia è stato messo a punto dal gruppo di lavoro di Agenda 21 locale, di concerto con il settore Ambiente.

“E’ una innovativa forma di intervento partecipato che riesce a superare le divisioni, le incongruenze, l’accavallamento di competenze e, di conseguenza, l’inefficacia e l’inefficienza di molte azioni che pure vengono poste in campo afferma l’assessore Francesco Marconi – L’istituzione sovraordinata non impone, ma discute, negozia, ricompone le divergenze tra gli enti seduti al tavolo. I principi ispiratori dovranno essere la sussidiarietà, il coordinamento tra istituzioni”.

Fondamentale la partecipazione delle comunità coinvolte “per la creazione del consenso e di una visione condivisa – aggiunge Marconi-. La nostra azione pilota partirà dal fiume Vibrata, anche in considerazione dei problemi verificatisi l’estate scorsa”. Costo del progetto 210 mila euro: 147 mila arriveranno dalla Regione il resto viene finanziato con i fondi dell’ente.

Il progetto è stato illustrato al Presidente della Fee Italia Claudio Mazza nel corso della riunione che si è svolta due giorni fa ad Alba Adriatica.

“Il presidente della Fee si è mostrato entusiasta del progetto – continua l’assessore Marconi – lo ha più volte richiamato nel suo intervento individuandolo come uno dei punti di forza nella riconsiderazione della procedura di restituzione delle Bandiere Blu”.

L’obiettivo finale è quello di ideare un programma di azioni e attività distribuite nel lungo periodo, che porti nel giro di 5 anni alla definizione di contratti di fiume per i tutti i principali bacini provinciali. Per la Provincia di Teramo sono quattro i bacini considerati: Tordino, Vomano, Vibrata, Salinello.

Fra le azioni previste  l’istituzione di un unico Sistema Informativo Territoriale delle aste fluviali, nel quale far confluire i dati di tutti gli enti in maniera da avere uno strumento univoco di monitaraggio ed elaborazione; la sperimentazione, anche attraverso le Polizie provinciali, di azioni attive e passive di controllo e monitoraggio e di attività di sensibilizzazione alla popolazione. In tale contesto verranno definiti accordi per i controlli nei territori di confine delle Province, anche al fine di garantire azioni legalmente attuabili da parte delle varie Polizie Provinciali.

Gli Enti da coinvolgere nella sottoscrizione dei contratti sono: Province, Settore Ambiente Energia, Ex Genio Civile, Settore Viabilità – Fiumi – Coste, Polizia Provinciale, Corpo Forestale dello Stato, Arta Abruzzo, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, Arssa Abruzzo Comuni interessati dai bacini idrografici.

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