ASCOLI PICENO – Sulla vicenda Start SpA, nella quale il sindaco di San Benedetto Gaspari e il capogruppo del Pd al Consiglio provinciale Mandozzi esortano a vendere le quote, interviene il presidente della Provincia di Ascoli Piero Celani. Pubblichiamo di seguito la sua lettera.

Gaspari non è disponibile a prendere neanche un caffè? Beh! Me ne farò una ragione.
Certo, visto lo stato dei suoi nervi, a Giovanni Gaspari la caffeina potrebbe nuocere ed allora evitiamo.

Certo che il sindaco di San Benedetto è curioso.

Dopo le recenti decisioni assunte dall’assemblea dei soci della Start SpA, il sindaco rivierasco strepita sostenendo che nonostante il 29% delle quote detenute da quel Comune alla Riviera delle Palme non sarebbe andato nemmeno un rappresentante.

Curioso, davvero curioso.

Se non ricordo male, e non ricordo male, nel vecchio Consiglio di Amministrazione della Start SpA, tra l’altro nominato dal centrosinistra, che aveva la maggioranza delle quote, il Comune di San Benedetto effettivamente non era rappresentato.

Perché? La storia val la pena di ricordarla.

Giovanni Gaspari, centrosinistra, in lite (politica, s’intende) con Massimo Rossi, all’epoca presidente della Provincia ed anch’egli centrosinistra non partecipò nemmeno all’assemblea e Rossi, senza scomporsi nominò un C.d.A. senza alcun rappresentante di San Benedetto.
Una faida tutta targata centrosinistra con il sindaco Gaspari soccombente su tutti i fronti.

Dopo la recente assemblea, invece, San Benedetto si ritrova con ben due, diconsi due, rappresentanti nella Start SpA: Luigi Capriotti e Alessandro Spaccasassi. Quest’ultimo, a onor del vero, proprio di San Benedetto non è ma di Acquaviva e la sua nomina è stata concordata con un autorevole esponente del centrosinistra sambenedettese (Sandro Donati, assessore regionale, dell’Idv, ndr).

Se Gaspari non sa queste cose allora è davvero grave perchè significa che politicamente è all’angolo, se fa finta di non saperle allora è ancora più grave.

Del resto è sempre stata una caratteristica dei nipotini del Migliore battere i piedi e gridare al lupo quando i conti, i loro s’intende, non tornano e invocare il rispetto dell’etica.

Curioso. Davvero curioso perché secondo questo assunto cosa avremmo dovuto fare noi del centrodestra quando pochi mesi fa, tramite un accordo trasversale con il sindaco di Fermo impose nella Ciip SpA un Consiglio di Amministrazione dove c’è un solo rappresentante dei sindaci del centrodestra nonostante questi esprimano ben il 52% e quindi la maggioranza assoluta della Ciip?

Anche noi avremmo dovuto gridare al rispetto dell’etica, strepitare e magari rifiutare di prendere il caffè con Gaspari?

La verità  è che nonostante il sostegno di Emidio Mandozzi, che oggi ha rilanciato questa sterile polemica, Giovanni Gaspari è in difficoltà politica in quel di San Benedetto e si aggrappa agli specchi per nascondere una sua incapacità di proposta.

Noi, inteso come centrodestra, non vogliamo comandare e tantomeno umiliare alcuno. Noi vogliamo governare. Noterà  il primo cittadino rivierasco la differenza concettuale.

Se avessimo voluto umiliare quell’area politica cui appartiene il sindaco Gaspari, magari rendendo pan per focaccia per la vicenda Ciip, oggi il territorio rivierasco non avrebbe nemmeno un rappresentante ed invece ne ha due, uno targato centrodestra ed uno indicato dal centrosinistra.

E questo perchè seguiamo con particolare attenzione il territorio costiero e lo abbiamo dimostrato con tante iniziative di promozione, animazione ed impulso socio-economico senza dimenticare la vicinanza alle problematiche urbanistiche.

Non siamo indiani all’assalto della diligenza e questo non è Ombre Rosse. Forse rosse (per estrapolazione politica dei soggetti rivieraschi) ma ombre proprio no. Anzi.

Crediamo nel principio della politica come governo, meglio ancora come buon governo. E in questa direzione andiamo. Non cerchiamo mai di umiliare l’avversario politico, al contrario cerchiamo di aiutarlo anche se è in piena difficoltà politica.

Poi se vorrà mettere sul mercato, come ha minacciato, le sue quote, faccia pure. Anche questo sarebbe l’ennesima prova della confusione che regna nel centrosinistra sambenedettese. Vendere le quote, infatti, arrecherebbe un grave danno ad un territorio già in crisi invece di lavorare insieme per la ripresa e lo sviluppo. Non c’è alcun processo di ascolanità  di ritorno.

Il tempo dei campanili lasciamolo alla storia ma è vero quanto affermato da Giovanni Gaspari: ”Chi ha compiuto questo atto se ne assume le responsabilità”.

Noi siamo responsabili di quanto facciamo davanti ai cittadini del territorio che amministriamo e a loro, solo a loro, rispondiamo in termini politici.

Poi se non vuol prendere un caffè con me e Guido Castelli, come detto ce ne faremo una ragione e al sindaco di San Benedetto perché si calmi un pochino, scriveremo a Babbo Natale chiedendogli di fargli trovare sotto l’albero una bella confezione di camomilla.

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