Oggi in Italia. L’argomento del giorno è chiaramente la fiducia che Camera dei deputati e Senato hanno rinnovato al governo Berlusconi. Un dato di fatto sul quale ogni commento è superfluo, Pdl e Lega possono continuare da soli a fare Riforme e Leggi che, mi auguro, risollevino un’Italia sull’orlo del baratro economico. Un motivo per cui, chi ha “vinto”, si è preso una “giobba” (termine sambenedettese per indicare un impegno molto gravoso) non da poco, alla quale gioverà pochissimo avere una maggioranza più consistente, nel caso che Casini ceda alla corte del Cavaliere. Serviranno i fatti per sanare una situazione creata da chi ha governato negli ultimi 15 anni. Senza distinzione di colori di maglia.

Quello che non sopporto però è una cosa diversa: la demonizzazione dell’Italia dei Valori, di Di Pietro in particolare che ieri ha scandalizzato molti cronisti per il modo aggressivo con cui ha chiesto a Silvio Berlusconi di dimettersi. Cronisti che solitamente non si scandalizzano per fatti molto più gravi, vedi parlamentari con la fedina penale molto sporca. Non avesse il governo ottenuta la fiducia, il loro giudizio (non faccio nomi perché si tratta di quasi tutti, Forbice di Zapping in  testa) su Di Pietro sarebbe stato molto meno severo. Sto facendo un processo alle intenzioni? Non credo proprio.

Come ho scritto nel DisAppunto di ieri la mia interpretazione sul comportamento di Fini è legata alla sua paura di “morire” alla corte di Berlusconi. Meglio da solo, starà pensando adesso. Su Di Pietro e i suoi deputati (alcuni di loro meglio perderli che trovarli e la colpa è sua che non ha scrupolosamente esaminato il territorio di provenienza prima di mettere in lista persone che di valori ne hanno veramente pochi) io la penso così: l’ex magistrato per far capire quello che pensa deve per forza usare toni forti o meglio appropriati a quelli che lui ritiene siano i fatti passati e presenti.

Secondo me molto vicini alla verità e lo dimostra un dato che sfido chiunque a smontare: tutto quello che Di Pietro dice (non solo ieri) quasi tutti i parlamentari lo pensano. Me lo  fa credere il fatto che nessuno ha mai detto che l’ex magistrato dice cavolate ma soltanto che parla in modo cafonesco e troppo diretto, senza pesare le parole.

Si limitano a dire: un capo del governo deve avere la possibilità di governare con serenità, i processi si possono benissimo tenere dopo che avrà svolto il suo ruolo di legislatore e riformatore affidatogli dal popolo. Non sono personalmente d’accordo, se non altro perché l’attuale legislatore e riformatore sta facendo di tutto per evitarli come se ne avesse paura. Chi la pensa diversamente alzi la mano. Credo che fra non moltisismo tempo una buccia di banana risolverà la situazione e, a quel punto, tutti si dimenticheranno delle parole di Di Pietro mentre le ripercussioni a livello locale saranno devastanti.

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