SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Ritorna in aula il processo sulla morte di Mario Trento, lo storico albergatore venuto a mancare dopo una serie di interventi chirurgici nel 2005. Richiamati i periti che esaminarono il caso clinico quest’estate, ma una nuova perizia e la richiesta di visionare i reperti istologici da parte della difesa irrigidisce i legali della famiglia Trento. Richieste che nonostante tutto non sono state accolte dal Giudice Filippello che in conclusione d’udienza ha fissato le discussioni finali a gennaio.

Il 14 luglio scorso i periti nominati dal Giudice Filippello hanno esposto un elaborato peritale dettagliato e complesso. Il tutto sarebbe servito a chiarire i dettagli anche ai meno esperti, ma cinque mesi dopo e quasi agli sgoccioli del processo, una nuova perizia spunta fuori dal fascicolo dell’incidente probatorio.

La presenta la difesa degli imputati, i quali chiedono nuovamente ai periti del tribunale di verificare il documento per comprendere se le due perizie (quella degli specialisti nominati dal Giudice Filippello e il nuovo documento) possano coincidere nelle conclusioni.

Oltre alla “comparazione” è stata avanzata la richiesta di riesaminare i reperti istologici rimasti nei laboratori del dipartimento di medicina legale a Roma. Richiesta non accolta in quanto ai tempi delle verifiche i periti di parte non ritennero necessaria alcuna analisi. Fatto che ha riscaldato gli umori in aula.

Il tutto per la parte civile è sembrato quasi fosse un tentativo per allungare i termini del processo che però, grazie all’opposizione dei legali di Trento e al mancato accoglimento del Giudice, troverà una sua conclusione alla fine di Gennaio.

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