SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Attacco stupefacente, centrocampo ben saldo, difesa che da sola si fa male. Eppure la Samb arrivata a Teramo aveva sei volti nuovi (il portiere Bortone, alla seconda presenza dopo il mercoledì precedente; idem Salvagno e Caligiuri; alla terza presenza il bravo terzino Moscarino e Di Gioacchino; all’esordio nella ripresa Di Rito), più De Rosa in panchina, alla terza convocazione.

Una squadra completamente rinnovata, coi soli Rulli, Ogliari, Covelli, D’Angelo e Mengo a rappresentare la vecchia guardia. Si capisce, anche, che un “mago” della categoria come Boccolini, da meno di una settimana alla guida di una Samb in stile autobus, possa incontrare un poco di confusione.

I punti fermi sono, indubbiamente, l’attacco, dove un Covelli in formato super (un nostro lettore durante la diretta YouSamb di RivieraOggi.it ha detto di averlo visto dare un cazzotto all’avversario in occasione dell’espulsione; altre testimonianze, però, non sono arrivate…) non fa rimpiangere bomber Pazzi e dove il nuovo arrivo Di Rito sembra già dirompente. Il corollario di mezze punte, con un discreto Caligiuri, un Di Vicino che va ancora a sprazzi ma che potrebbe diventare decisivo e un D’Angelo che conferma il suo momento di grazia, senza dimenticare il bravo Grieco.

Il centrocampo è super-affollato, anche se manca di under, al di là di Cuccù (classe 1993). Salvagno è un centrocampista bravissimo, che si sentiva necessario, e inamovibile; Rulli è un portatore d’acqua di categoria; De Rosa morde gli avversari come pochi; aspettiamo, a gennaio, D’Aniello, mentre ricordiamo che c’è anche Oresti, ora intristito dalla tribuna, ma che, temiamo, dovrà essere ceduto per eccesso di uomini.
E veniamo alla difesa, dove, a nostro avviso, l’avvicendarsi di uomini e di allenatori ha creato più problemi invece che risolverli. Cominciamo dal portiere: fino a Samb-Real Rimini (miglior primo tempo dell’anno insieme a Teramo e Jesi) giocava Lima, ma in quella gara alcuni errori dell’ex numero 1 convinsero Giudici a schierare Chessari: pessime però le gare successive con Recanati e Santarcangelo. Ecco che Giudici allora riprovò Lima in porta e tolse un under dal campo: arrivò la bella vittoria di Jesi che illuse, perché la settimana successiva ecco invece il pari con l’ultima in classifica, il Bojano.
Esonerato poi Giudici, Boccolini, contro il Miglianico, ha scelto di rimettere Bortone in porta, per avere più forza offensiva “in una partita da vincere”. Poi ha ripetuto la stessa cosa a Teramo: i primi quindici minuti sembravano dargli ragione, in una formazione ancor più offensiva, con un centravanti e tre mezze punte e solo due centrocampisti di rottura. Ma gli svarioni difensivi così clamorosi (primo e quarto gol regalato, mentre secondo e terzo sono fotocopia e ridicolizzano) hanno purtroppo bocciato questa formula (anche perché attuata contro la più forte squadra del girone).

Prima della gara pensavamo che, stavolta, si sarebbe partiti con Chessari e schierato un centrocampo a tre, o addirittura a quattro, ricorrendo a Cuccù come under in sostituzione di Bortone. Sarebbe saltato uno tra Di Vicino e Caligiuri, e non sarebbe stato un dramma, dato che il primo non ha ancora novanta minuti buoni nelle gambe e il secondo, sostituito nella ripresa, ha dimostrato di essere bravo ma non indispensabile (almeno quanto un portiere affidabile).

Con Chessari e Cuccù, forse si sarebbe perso lo stesso, ma non si sarebbe preso il 4 gol (fondamentale) e forse neanche il primo (ancor di più; o se lo si sarebbe subito, almeno non in quella maniera…).

Veniamo ora ai difensori. Ottimo Moscarino (purtroppo espulso), mentre Di Gioacchino, al centro, non ha convinto. E qui si apre un piccolo caso: la campagna acquisti l’ha indirizzata Giudici? Perché l’ex tecnico ammise di non conoscere Di Gioacchino, che di fatti è stato schierato in tre partite come centrale difensivo quando, da mesi, si chiedeva un buon terzino destro. Se ne è accorto poi Boccolini, che infatti, a gara in corso, ha tolto Ogliari (per lui una gara pessima, la peggiore da quando è a San Benedetto: un caso o un segnale?) e spostato Di Gioacchino a destra. A quel punto il ragazzo ha sì commesso qualche errore, ma in un ruolo dove la sua forza fisica gli consente di rimediare.
E veniamo alla coppia di centrali: è vero, già un anno fa si diceva che erano troppo simili, Pulcini e Mengo; è vero, da mesi si sperava di vedere Ogliari centrale per assortire un duo meno omogeneo; ma è anche vero che nei primi 15 giorni di calciomercato, nonostante gli evidenti sforzi compiuti, si è stati bravissimi a risolvere anche i piccoli problemi dell’attacco (prova ne è l’acquisto di Di Rito, che, se non fosse stato squalificato Pazzi ed espulso Covelli, non avrebbe esordito; o di Caligiuri: con Di Vicino, Grieco e Zazzetta adattabili a quel ruolo, non era un’urgenza), mentre si è vista una preoccupante superficialità o mancato coordinamento nel cercare il portiere, ruolo fondamentale come pochi altri.

Che poi sia stata una difficoltà – comprensibile dato il gran lavoro – della società, o da ricercare nelle indicazioni di Giudici, o infine nei desiderata di Boccolini, il punto è che ora si è a meno 15 ed è meglio pensare a recuperare posizioni in vista del ripescaggio che sperare in un miracolo che rientra nelle possibilità della fede prima che in quelle del calcio (dove, comunque, tutto è possibile, anche fare 50 punti in un girone…).

Tuttavia, e siamo critici perché costruttivi, una squadra dove in panchina siedono due soli under (tra l’altro non il portiere…) rischia troppo e non il lecito, se davvero vuole essere tra le prime della classe.

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