PORTO SAN GIORGIO – Uscendo dal PalaSavelli, dopo aver subìto una cocente sconfitta contro la Bennet Cantù, la lettura della gara disputata dalla Sutor non è del tutto chiara. Se da una parte la squadra ospite è apparsa in ottima forma e in uno stato di grazia tale da rasentare l’assoluta perfezione, dall’altra la Fabi Shoes Montegranaro si è presentata appannata, in affanno, meno volitiva del solito.

Merito dunque di Cantù o demerito della Sutor? Il tecnico Stefano Pillastrini, costernato, elenca le diverse difficoltà incontrate nel tentativo di annullare le stoccate della Bennet: «Cantù ha fatto una partita straordinaria (con loro è stato davvero difficile prendere le misure!), soprattutto in attacco dove non hanno sbagliato nulla e hanno segnato 93 punti, punendoci con dei tiri aperti. Purtroppo, qualsiasi decisione prendessimo in difesa, loro riuscivano ad adattarsi ai nostri nuovi schemi di gioco e a girarli a loro favore. Seppur limitati, siamo riusciti a competere, prendendo più rimbalzi, perdendo meno palloni di loro e restando sempre in partita anche in attacco. Alla fine, però, nel terzo parziale, loro ci hanno sbarrato la strada. Dovevamo essere più aggressivi e dobbiamo esserlo soprattutto ora per il futuro, se vogliamo tornare a vincere. Certo, dobbiamo crescere, lavorare meglio ed essere decisi, ma va tuttavia considerato che stasera abbiamo incontrato una delle squadre migliori che abbiano giocato contro di noi».

Col senno di poi è facile pensare a come avrebbe potuto evolvere il match, qualora certi numeri fossero stati meno inclementi: «Una delle chiavi della sconfitta, a mio avviso, e stata la percentuale ai tiri liberi: il nostro 9/16 è davvero poco, rispetto al loro 16/18» spiega il coach sutorino. «Loro non sbagliavano mai, hanno avuto una mostruosa precisione ai tiri ed hanno chiuso con percentuali da paura. Noi difensivamente non siamo stati abbastanza bravi, le abbiamo provate tutte, anche la zona, ma loro segnavano sempre. Bisogna prendere atto della prova straordinaria di Cantù!».

Meno diplomatico e più caustico è il General Manager di Montegranaro, Gianmaria Vacirca che rifiuta di vedere il bicchiere mezzo pieno di Pillastrini e lancia un monito ai giocatori gialloblu: «Sono arrabbiatissimo per questa prestazione! Siamo diventati molto borghesi, perfettini, puliti dal punto di vista delle statistiche, ma se continueremo ad interpretare così le partite, penso che ne vinceremo davvero poche. Bisogna ritrovare il nostro spirito combattivo, l’aggressività, l’umiltà. Quello che la gente si aspetta da noi è una gran voglia di lottare. Oggi invece siamo stati letteralmente dominati! Dopo la delusione di Brindisi bisognava fare il contrario di quello che abbiamo fatto. E’ necessario ritrovare un po’ di spirito tipico di questa Società, un po’ di competizione e voglia, cercando di giocare magari per tirare anche meno del 58% dal campo, ma facendo quelle difese che permettano di non concedere agli avversari percentuali come il 73 % da 2 e il 50% da 3. Oggi l’approccio alla gara è stato “soft”, ma questo è un campionato che non permette approcci “soft”! Lo scorso anno, parlavo di “brocchi col cuore”: preferisco gente più scarsa, ma che ha voglia di fare di più. Ora si prospetta una settimana molto interessante. Staremo a vedere cosa accadrà sabato prossimo. E’ la prima volta che intervengo quest’anno e mi aspetto un’inversione di tendenza».

A chiudere la complicata diatriba ci pensa la guardia sutorina Daniele Cavaliero: «L’esito della partita è da imputare al 50% a noi e al 50% a Cantù. Noi non abbiamo giocato bene, non siamo stati intensi, né abbiamo espresso il nostro gioco in attacco. Però, loro hanno giocato bene, hanno capito i nostri cambi in difesa e, dopo essersi adattati, ci hanno puniti».

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