ASCOLI PICENO – È il primo pomeriggio di sabato 11 dicembre e i ragazzi della squadra Under 17 arrivano con le borse a tracolla, pronti a partire per la trasferta di stasera a Pesaro. Nessuno però ha voglia di fare pronostici: è la seconda di campionato, la speranza di fare bella figura c’è, ma la squadra locale è più esperta e potrebbe essere dura.

Loro però sono sorridenti e tranquilli: “Per noi è prima di tutto un divertimento, se poi vengono anche i risultati tanto meglio”, dice Matteo Panichi, quindicenne marcatore di boa. Ha conosciuto questo sport tramite un compagno di scuola e ormai gioca da tre anni. Frequenta l’istituto agrario, ma dice di non avere difficoltà a conciliare l’attività agonistica con lo studio. “Devo solo organizzarmi con gli orari”. Del resto, come sottolineato dal direttore delle attività agonistiche, Francesco Marchesani, la società e l’allenatore non fanno pressioni e i ragazzi vivono l’agonismo con grande serenità.

Ammette invece di avere qualche problema a scuola Gregorio Veneranda, difensore sinistro (o “quattro”) e studente di liceo scientifico, “però non è colpa degli allenamenti, il tempo ce l’avrei ma mi manca la voglia”. Lui è uno dei veterani del gruppo: “Praticavo il nuoto perché è consigliato a chi soffre di allergia, e quando è stata creata la squadra di pallanuoto l’allenatore mi ha chiesto di farne parte”. Lui ha accettato con entusiasmo: gioca da otto anni e grazie allo sport ha fatto moltissime amicizie, anche con ragazzi di San Benedetto e di Teramo, che vengono a giocare alla piscina di Ascoli, una delle poche strutture di riferimento della zona per la pallanuoto.

Ma qual è l’aspetto di questo sport che piace di più ai ragazzi?

Per Emanuele Paoluzzi, 15 anni come gli altri, in squadra da due nel ruolo di difensore o attaccante sinistro, è lo stimolo a tirare fuori grinta e carattere: “Ce n’è bisogno forse più che in altri sport”. Il paragone ovvio è con il calcio, e anche gli altri sono d’accordo: rispetto al calcio, la pallanuoto è uno sport più di squadra, bisogna fare gruppo e trovare la giusta sintonia, non c’è spazio per l’individualismo.

Ma non è solo questo: “La pallanuoto è uno sport bellissimo e noi abbiamo un bravo allenatore”, dice ancora Matteo.

Qualcuno aspira a diventare professionista? “Ci pensiamo tutti”, risponde Emanuele, “ma per vivere di pallanuoto bisogna arrivare ai massimi livelli”. L’ambizione non manca, ma intanto l’obiettivo immediato è disputare una bella partita stasera contro la Pallanuoto Pesaro.

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