SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ionator“: il nome ricorda qualche cattivo personaggio cinematografico, ma l’unica cosa a cui fa paura sono microbi e sporcizia. Non si tratta di un nuovo spot televisivo, però, ma di una pregevole iniziativa ambientale del Comune di San Benedetto che sta orientandosi verso l’acquisto di prodotti “verdi”, cioè a basso impatto ambientale, tutte le forniture per le varie attività che svolge.

Su proposta del Servizio Provveditorato ed Economato, è infatti iniziata nelle sette mense scolastiche dove si preparano i pasti la sperimentazione di un nuovo sistema di pulizia delle superfici di lavoro che non utilizza prodotti chimici ma soltanto acqua di rubinetto.

Non si tratta di acqua allo stato naturale, però. Essa viene infatti distribuita sulle superfici attraverso un particolare strumento che si chiama “Ionator” che  la ionizza. L’acqua cioè passa attraverso una cella che la carica elettricamente e, di seguito, attraversa una membrana a scambio ionico dove viene trasformata in una ricca miscela “ossigenata” di nanobollicine caricate positivamente e negativamente.

L’acqua così trasformata facilita il distacco dalla superficie dello sporco, agendo come un magnete e consentendone così la rimozione. L’acqua attivata è assolutamente sicura, ritorna al suo stato originale solo dopo circa 45 secondi, riesce ad azzerare la carica batterica su qualunque superficie. L’”Environmental Protection Agency”, l’ente americano di protezione dell’ambiente, ha accertato che”Ionator” elimina il 99,9% di pericolosi batteri e virus come H1N1, Escherichia coli, Pseudomonas, Salmonella, ecc. Lo strumento  ha ricevuto il “Clean Green Award Afidamp”, un riconoscimento che viene assegnato alle imprese e alle attrezzature che si distinguono per le caratteristiche di rispetto ambientale nel settore pulizie.

“E’ evidente il vantaggio che si ottiene con questo sistema – dice l’assessore all’ambiente Paolo Canducci – se, come credo, il sistema si rivelerà efficace potremo estenderlo a tutti i servizi di pulizia e ridurre così gradualmente l’uso di detergenti chimici, con conseguente riduzione anche della spesa. L’iniziativa – prosegue Canducci – rientra in un’operazione che conduciamo dal 2007 per fare in modo che il Comune incrementi gli acquisti “verdi” sia di beni che di servizi, e che si è già concretizzata nella scelta delle forniture delle risme di carta, carta igienica e asciugamani, arredi, toner, detergenti e materiale vario di pulizia, cancelleria, alimenti biologici nelle mense scolastiche”.

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