Elezioni Sbt. Cominciano male o meglio come le precedenti. I primi avvisi sono certe locandine davanti alle edicole che praticamente fanno campagna elettorale, vedi Gabrielli sfida Gaspari. Se è giusto per l’attuale assessore provinciale in quanto probabile candidato del Pdl, non mi sembra corretto scrivere che sfida l’attuale sindaco, il quale non mi risulta essere candidato per il Pd. Ancora no (Canducci, per esempio, lo ha sfidato a duello) quindi perché dargli questo importante vantaggio. Gaspari o non Gaspari non mi sembra un’informazione democratica, considerato che logica e giustizia vogliono che tutti i candidati partano alla pari. Per non essere frainteso, aggiungo che la stampa è libera di esprimere opinioni (deve farlo) magari motivate e cioè dire che Tizio è migliore di Caio, il suo programma anche e così via. Farlo invece in questa maniera equivale a dare vantaggi che, in questo modo, equivalgono a… marchette.

Marchette pesanti poi perchè, considerato che si legge sempre meno, un messaggio tramite locandina pesa come un macigno e condiziona quegli elettori che votano a… occhio o per l’assurdo concetto che darlo ad altri che ne prenderanno pochi è sprecato. Ma dove sta scritto che altri candidati ne prenderanno pochi? E’ solo un trucco che purtroppo inganna ancora e convalida ulteriormente la mia tesi del danno che fanno quelli che io chiamo “voti non consapevoli”, i quali sommati a quelli che votano per ricavarne interessi personali e non comunitari portano a quadri politici assolutamente insufficienti. E non come numero.

Riprendendo il discorso iniziale, la comunicazione corretta alla possibile candidatura di Gabrielli sarebbe stata: dopo Gabriele Franceschini, San Benedetto ha il suo secondo candidato sindaco. Le cose stanno così fino a prova contraria. Ripeto: le partenze ad handicap esistono nell’ippica, nella politica sono anti democratiche. O no?

Concludo con un altro mio “pallino” che non mi stancherò mai di comunicare e cioè che attualmente la trasparenza delle decisioni amministrative della politica è soltanto virtuale. Per il semplice motivo che l’interesse di chi fino ad oggi si è dato alla politica è completamente opposto o quasi. Insomma l’attuale mentalità dei nostri politici non sopporta la trasparenza totale (segreti militari a parte o altri dettati dalla magistratura) e poi se la prendono con Assange che pubblica quello che loro avrebbero dovuto e potuto dire molto prima.

All’uopo riporto alcune frasi pronunciate da Daniele Primavera e Paolo Canducci nel confronto di ieri sulla nostra web-tv (sul deposito di stoccaggio di gas nel sottosuolo sambenedettese) nel quale l’opacità della politica l’ha fatta da padrone. Primavera: “Nessuno è venuto a portarci i progetti, hanno tenuto l’operazione gas in un cassetto“. Canducci: “Se andavi sul sito del Ministero trovavi tutto”. Primavera: “Rendetele pubbliche, io non le ho viste“. Canducci: “Il cittadino va informato, bisogna fare sempre di più“. Se questo dice chi in Comune ci vive, il cittadino comune (quello che dovrebbe votare) cosa dovrebbe dire e pensare? Mi consola soltanto l’ultima frase di Paolo Canducci ma dire non vuol dire fare. E sarebbe bello sapere prima come farlo.

Consigli agli elettori che traduco in piccoli slogan. “Prima delle elezioni fate uno sforzo: leggete di più e con la massima attenzione” “Non guardate i manifesti che mostrano solo immagini” “Non fatevi ingannare dalle frasi ad effetto” “Non votate assolutamente chi promette di ricompensarvi appena eletto” “Non votate chi non ha mantenuto le promesse” “Pretendete promesse pubbliche e certificate nei modi e nei tempi” “Chiedete la pubblicazione di cosa hanno fatto finora nella vita: curriculum“. “Se vi telefonano o vengono a casa vostra a chiedervi il voto, rispondete che il motivo è sufficiente per non votarli” “Pensate più al bene comunitario che a quello personale“. “Se proprio non trovate quello giusto, aumentate il numero dei dissenzienti anche se molti vi racconteranno la solita favoletta che così favorite la mala politica“. Non è così.

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